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A Est del canalone nella parte bassa del versante ricompariva la roccia sana (fig. 20). Qui i banchi di Socchèr pendevano sui 40° verso Est, ma dopo un certo tratto riprendevano la giacitura sui 20° verso Est, che è quella che si osservava anche, a prescindere dalla massa ora descritta e dal Colle Isolato, in tutte le formazioni affioranti su entrambi i fianchi di questo tratto della valle, ben visibili soprattutto sul versante destro (figg. 22 e 23). Questi particolari si possono spiegare con una faglia (CTr)1 che probabilmente interessa soltanto il versante Sud della valle. Poco a monte, vicino all’angolo in basso a sinistra della figura 20, era situato il Ponte di Casso, citato più sopra (capitolo 3) come il luogo dove il progetto prevedeva la diga fino ai primi anni Trenta (D’). È da notare tuttavia che nella parte media e in quella alta del canalone non si vedeva questa discordanza: qui essa era stata coperta dall’espansione orientale della paleofrana (EE) al di là della faglia (CTr), che all’inizio del movimento ne costituiva il margine. Si vedano le conclusioni alla fine di questo capitolo e il capitolo 7.
Figura 21 La depressione (DP, la cosiddetta dolina) e a destra le case in località “Pian della Pozza” (PP), viste da Est. A sinistra la vecchia mulattiera, o strada romana (quasi orizzontale), e a destra la nuova strada. In corrispondenza di questa depressione allungata si era pensato nel 1959 che fosse situato il margine meridionale della paleofrana (vedi fig. 31): si tratta invece di una depressione che ricalca grossomodo una piega degli strati (E. Semenza, agosto 1959).

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(26) vedi Riva et al. (1990). ↩