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Posizione del margine orientale della paleofrana. Come si può dedurre da quanto si è detto, il margine orientale della paleofrana non coincideva con lo spigolo tra la parete Nord e quella orientale, descritte più sopra, ma si estendeva circa 300 metri più a Est, con una porzione molto meno compatta e di spessore minore, che anzi andava rapidamente assottigliandosi fino a zero. Devo precisare che a queste conclusioni si è giunti in realtà alquanto più tardi.
Il Colle Isolato (I; fig. 22). Ma un altro elemento molto importante era quello che è stato da me chiamato il “Colle Isolato”. Si trattava di una massa rocciosa situata sul versante destro della valle, di forma e aspetto del tutto diverse da quelle della parete adiacente, situata nel versante sotto il paese di Casso. La differenza consisteva anzitutto nella intensa ed evidentissima fratturazione verticale, totalmente mancante negli affioramenti circostanti (si pensi, ad esempio, all’attuale palestra di roccia), e poi nella giacitura degli strati, qui prevalentemente orizzontale e quindi nettamente discordante rispetto a quella regolarissima degli strati di tutto il versante destro, che pendevano verso Est, e più vicina invece a quella della parete opposta. In sostanza questa massa appariva quasi come la naturale continuazione della parete settentrionale della massa franata sul versante sinistro, sopra descritta, e in particolare del Castelletto (Ca) (vedi figg. 18 e 19). Si aggiunga che nella parte più settentrionale del Colle Isolato i banchi di Socchèr erano visibilmente incurvati, in quanto andando da Sud a Nord si passava dalla suddetta giacitura quasi orizzontale a una di circa 20-30° con immersione verso Nord, arrivando poi a giaciture molto più inclinate fino a verticali o addirittura rovesciate, dando così immediatamente l’idea di un arricciamento per la reazione ad un ostacolo non verticale (costituito dal versante adiacente), incontrato da una massa proveniente da Sud. Questo particolare, evidentemente ignoto ai più, dimostra l’inconsistenza dell’idea molto diffusa che tale massa sia franata dal fianco destro della valle.
La massa del Colle Isolato appoggiava, benché non chiaramente, su materiale sciolto, dove un occhio esercitato più del mio di quel tempo avrebbe potuto riconoscere dei livelli orizzontali di ghiaia; inoltre era situata in corrispondenza di un forte restringimento della gola del torrente, qui larga una quindicina di metri, anziché una cinquantina come avviene alla stessa quota circa 250 metri più a valle, in corrispondenza della diga. Analoghi restringimenti vi erano al ponte del Colombèr e a un centinaio di metri a monte di esso in corrispondenza dell’albergo (figg. 24 e 37): in quest’ultima area, al di sopra della strada sul fianco destro, era presente una massa rocciosa, simile per natura e giacitura, ma più piccola (I’, figg. 22 e 23), che mostrava di avere medesima origine del Colle Isolato.
