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Figura 22 Il Colle Isolato (I), evidenziato con la linea tratteggiata nella figura piccola in basso a destra, in una foto scattata da un punto nella zona della spalla sinistra della futura diga (E. Semenza, 29 settembre 1957). Esso si distingue dal resto del versante settentrionale (destro) della valle del Vaiont, qui raffigurato, per la sua forma e per le numerose incisioni verticali, che corrispondono a importanti fratture, e per i grossi “banchi di Socchèr“ ben visibili nella parte alta, inclinati verso sinistra (Nord). Invece nel resto del versante, in una fascia che scende dall’angolo in alto a sinistra verso il fondovalle sulla destra, si notano i “banchi di Socchèr“, inclinati uniformemente verso destra, non deformati e nettamente discordanti con quelli del Colle Isolato. Al di sopra dei banchi, sulla destra, la Costa Frasein, coperta dal bosco. Sullo stesso versante destro in alto la nuova strada a quota 740 circa, suborizzontale, è ben visibile tranne che nel tratto centrale, dove attraversa in galleria i banchi calcarei della parete (si noti l’accumulo biancastro dei detriti di scavo, mancante invece nella foto aerea del 1954, fig. 16); più in basso a sinistra si nota un tronco di un’altra strada, tracciato prima della decisione di innalzare l’altezza della diga, e poi abbandonato: questo tronco incide una massa di volume minore, qui meno evidente, di origine analoga a quella del Colle Isolato (I’, cfr. fig. 23). Al margine destro della foto la parete della Punta del Toc (vedi fig. 17), che è l’estremità settentrionale della massa principale della paleofrana, rimasta sul versante sinistro della stretta gola scavata dopo il vecchio franamento. In basso la vecchia strada presso il ponte del Colombèr (Co), con la chiesetta di S. Antonio a sinistra e l’albergo un po’ più avanti a destra (vedi anche la fig. 24); più avanti ancora la strada aggira la base del Colle Isolato (vedi fig. 25) e poi sale verso Erto, coi due tornanti visibili sulla destra.
