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La parete settentrionale (PN; figg. 18 e 19). I banchi di Socchèr erano invece regolarissimi sulla parete settentrionale della massa, incombente sul fondovalle, pendevano debolmente e costantemente verso Est, e da lontano apparivano non fratturati. Al piede della parete vi era un’ampia e ripida fascia di detrito, al di sotto della quale era situata un’altra parete verticale di calcari (Fonzaso con argille, c’, e Calcare del Vaiont). Al di sotto dell’estremità orientale della parete, un piccolo scavo mise in luce rocce estremamente fratturate (cataclasiti), simili a quelle esistenti alla base della parete Est, descritte nel capoverso seguente. Era logico pensare che queste si estendessero anche al di
Calcare del Vaiont (Giurassico medio). In basso a destra si vede la cabina dei comandi della diga, alla base della quale sarebbe arrivata la diga, una volta ultimata (cfr. fig. 14); verso la sinistra si distingue l’affioramento del canalone (di color bianco, cfr. fig. 20) mentre ancora più a sinistra, presso il margine della figura, si intravede la massa biancastra della Pineda (cfr. fig. 13). Le linee tratteggiate in bianco delimitano la massa della paleofrana; la linea con i tratti più lunghi si riferisce all’ipotesi del 1959, mentre quella con i tratti più brevi indica ciò che si è capito in seguito, cioè nell’estate-autunno 1960 e il 10 ottobre 1963.
