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una pendenza attorno ai 20-30°, e la parete era abbondantemente interessata da fessure verticali simili a quelle visibili nella parete nord-occidentale del Pian del Toc (PNW), ma non aperte.
A Est della parete orientale (PE) incominciava un grande canalone detritico. Aveva forma di imbuto, e nella sua parte alta, al di sopra di una paretina di roccia simile a quella della succitata parete orientale (“banchi di Socchèr”), affioravano gli “strati sottili Fonzaso-Socchèr”, ripiegati e molto fratturati. Questa situazione anomala, osservata soltanto
Figura 19 Parete settentrionale della paleofrana (PN): porzione centro-orientale. A sinistra si nota la nicchia della piccola frana di crollo avvenuta in marzo (3-60), che ha interessato la zona dov’era lo spigolo visibile nella figura 20, e a destra il Castelletto (Ca, cfr. fig. 18); in alto a destra il solco del T. Massalezza (cfr. figg. 16, 18 e 30) (C. Manarin, marzo 1960).
