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non venni più chiamato. Quanto ai mobili dello studio che erano stati sostituiti, me li offrì successivamente per telefono, e li uso ancora. Questo particolare è stato detto da me al regista, che era interessato alla forma della poltrona dello studio.
♦ “Fra meno di un mese dobbiamo vendere la diga allo Stato”. “Una diga collaudata, capisce? E lei sa molto meglio di me che per collaudare dobbiamo portare il lago a 715 metri!”. Lo dice Biadene a Pancini, nel novembre 1961, pochi giorni dopo la morte di Carlo Semenza. Dato ciò che si è detto sopra: vedi il capitolo 12, i paragrafi A7 (con la nota 99), B2, B7 e C8. La legge della nazionalizzazione era di là da venire; quando poi la legge fu delineata, marzo 1962 (approvata in dicembre), essa stabiliva l’esproprio delle società elettriche, che sarebbe avvenuto nel marzo 1963, ma fu subito chiaro che l’indennizzo sarebbe stato calcolato in base al valore delle azioni negli anni 1959-1961, e non in base al valore e alla funzionalità degli impianti. Dunque non aveva senso puntare ad un rapido collaudo. Di fatto, il livello fu elevato in modo estremamente lento, secondo i criteri di Müller, impiegando un anno per raggiungere quota 700. Poi, in seguito ad una ripresa dei movimenti, fu riabbassato e nel marzo 1963, quando scattò la nazionalizzazione, il livello era a 650 m e la frana era ferma. Biadene, ormai funzionario dell’ENEL, chiese poi l’autorizzazione per raggiungere quota 715. Ma è stato Paolini a inventarsi che per il collaudo bastassero 715 m: ne occorrevano invece 722,5, e ovviamente che non si manifestassero problemi. Insomma, l’accusa della corsa al collaudo è completamente falsa, come i tribunali hanno riconosciuto.
♦ “Il movimento della zona del Toc sembra ora aggravarsi”: Biadene si è effettivamente preoccupato di queste “sfumature”; si veda però nel paragrafo C14 la confutazione della tesi del nascondimento da parte di Palmieri. Tuttavia nel novembre 1961 tutto era completamente fermo, e lo è stato abbastanza ancora per 11 mesi.
♦ Movimenti della Pineda? “Più su, verso Pineda, dove era sempre rimasta ferma. Anche lì si è mossa.” Ma l’antica frana della Pineda non si è mai mossa, né dall’inizio dell’invaso, né negli ultimi tempi prima della frana, né dopo.
