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♦ “Invaso = NO. La frana diventerebbe incontrollabile! Pericoloso alzare il livello del lago. Frana veloce.” Biadene riguarda un appunto fatto sulla sua agenda il 15 novembre 1960, dopo la frana del 4 novembre. In realtà, riguardo alle condizioni della spalla sinistra della diga in seguito al movimento, egli aveva scritto: “È pericoloso per la diga l’alzarsi dell’acqua ed il colpo (dinamico) della frana veloce, ora non c’è neppure pericolo, ma se l’acqua è entrata nella roccia il complesso è anelastico!”
Riguardo poi al programma degli invasi: “Invaso = no perché il fenomeno di frana diventerebbe incontrollato: svasare”… (segue il programma degli svasi di 5 m in 5 m, intervallati da stasi, secondo Müller).
Così, la pellicola fa dire a Biadene che si tratta di una frana veloce, e lascia intendere che l’unica cosa da fare sarebbe stata rinunciare all’invaso. Invece Biadene ragionava degli effetti di un’ipotetica frana veloce, dicendo peraltro che per il momento non c’era neppure pericolo. E il programma di invasi, o meglio di svasi, era relativo a quel momento critico. Ed è quel programma di svasi che ha fatto fermare la frana.
♦ Il colloquio fra Biadene e Bertolissi. I movimenti a fine settembre del 1963 non furono di 13-16 cm al giorno, ma inferiori a 3 cm al giorno. L’evacuazione di tutta la zona avrebbe salvato le persone. Tuttavia il film non dice che oltre all’evacuazione del Toc, furono anche evacuate le case della valle che si trovavano sotto q. 730. Questo limite derivava dalla relazione di Ghetti, che parlava di un’onda massima di 30 m. In base a questo ragionamento, purtroppo, Biadene, che tra l’altro aveva ritenuto eccessiva la velocità massima sperimentata da Ghetti e quindi, probabilmente, esagerate le sue conclusioni, si limitò a far evacuare la fascia che secondo tali conclusioni si poteva ritenere pericolosa.
D8. Tina Merlin
Si è già parlato molto di lei nell’Appendice A. Nella realtà, Tina Merlin ha senz’altro esercitato un ruolo positivo di informazione e di denuncia, come compete a una giornalista. In seguito però questo ruolo è stato esaltato: inizialmente dal proprio giornale e da lei stessa in alcuni articoli
