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pag.197

parlò di assassinio e di responsabilità politiche da parte dei monopoli elettrici - per i loro interessi avrebbero provocato la catastrofe - era una parte politica che aveva invocato, assieme a tutte le altre (vedi nello stesso libro alle pagine 15-16 e la nota 136), la costruzione di nuovi impianti, frenata, secondo loro, dai monopoli.

C8. La confutazione della “Corsa al Collaudo”

Molto importante è ciò che Palmieri chiarisce a proposito del presunto interesse dei tecnici e dei funzionari della SADE, dal 16 marzo 1963 divenuti dell’ENEL, a far sì che l’impianto fosse collaudato, in modo da permettere alla SADE di ottenere l’indennizzo dell’esproprio: occorre porsi ben in mente che la legge costitutiva dell’ENEL (come riportato alle pagine 123-124) prevedeva un indennizzo calcolato in base alla media del valore delle azioni in Borsa nel triennio 1959-1961.

Palmieri a pagina 125 nota che anche la Corte d’Appello dell’Aquila dichiarò “priva di ogni base logica” questa accusa.1 Da quanto ricordo, e ho sentito raccontare da altri, i proprietari della SADE, oltre a non avere fretta di terminare l’impianto del Vaiont, non erano mai stati particolarmente interessati alla sua costruzione, e anzi vi si erano adattati in conseguenza delle assicurazioni dei tecnici, guidati da mio padre (vedi capitolo 12, riguardo alla nazionalizzazione).2

C9. Previsioni sulla direzione e sull’entità della frana

Verso la diga? La nota n. 147 a pagina 53 riporta un’idea espressa dalla Corte d’Appello dell’Aquila (3 ottobre 1970), e cioè che “prima della catastrofe non poteva conoscersi con certezza la direzione che avrebbe assunto, dopo il distacco, l’immensa massa rocciosa. Non poteva escludersi perciò che la frana investisse lo stesso sbarramento e le vicine costruzioni”. Questa idea compare in varie altre parti del libro, e credo che ad essa si debba dare una risposta circostanziata.




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  1. (119) Corte d’Appello, pag. 205; Tribunale dell’Aquila, pagg. 326-327.

  2. (120) A questo proposito si veda anche nel paragrafo A7 la parte che riguarda la pag. 78/65 del libro di T. Merlin.