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Figura 5 La frana del 9 ottobre 1963 vista da Casso la mattina successiva (E. Semenza). Se ne possono distinguere quasi tutti i particolari, descritti in buona parte nella didascalia della figura 44. Il significato delle sigle è precisato qui di seguito: alcune si riferiscono a particolari della figura 16. In basso verso destra si vedono i tre imbuti (vedi capitolo 14), ai quali nei giorni successivi se ne sono aggiunti altri due. In alto le due parti della scarpata della frana, alle quali sono adiacenti le due parti più arretrate della massa franata: sono i due lobi boscosi LW (occidentale) e LE (orientale) non raggiunti dall’ondata di ritorno, che ha invece asportato tutta la copertura vegetale nel resto della massa. Nel centro della foto, il [lago del Massalezza (B)](lago del Massalezza) (vedi fig. 43), formatosi in corrispondenza della confluenza dei due rami, orientale e occidentale, nella depressione dovuta alla rotazione subita dalla massa durante il movimento; qui è ristagnata per lungo tempo l’acqua dell’ondata di ritorno (figg. 42 e 44). Sulla sinistra si intravedono la Pineda (P) e il lago residuo a monte della frana. NW è la parete nordoccidentale del Pian del Toc, indicata altrove con PNW. La sigla ZO,
