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pag.256

della parte più settentrionale della massa. Che la componente verticale dello spostamento fosse maggiore nella parte meridionale della frana, sempre più alta di quella misurata nella parte settentrionale, come risulta dai diagrammi delle misure 1961-1962 della rete di livellazione lungo la strada in sponda sinistra, poteva essere un indizio ulteriore di uno scivolamento su di una superficie concava profonda, piuttosto che di uno scorrimento di una “lama superficiale”. Ma in realtà c’erano ben altre evidenze che permettevano di escludere l’ipotesi di una “lama” superficiale: fra queste la fessura perimetrale e l’integrità dei pozzi (sugli spostamenti verticali vedi Müller 1964, pag. 179, e Müller 1968, pag. 27).

  1. Ferniani era già stato in visita al Vaiont il 14 marzo 1960, assieme al prof. G. Dal Piaz, ed era prevista un’altra visita per quando quest’ultimo avesse preparato la relazione, poi consegnata il 7 luglio 1960 (vedi Appendice E): ma di questa seconda visita non ho trovato notizie.

  2. Iniziò allora per mio padre il travaglio interiore che forse fu all’origine dell’emorragia cerebrale che dodici mesi dopo lo stroncò, all’età di 68 anni.

  3. Come già detto nel capitolo 3, in realtà si era occupato della stabilità dei versanti, sia pure in modo non approfondito, anche in precedenti occasioni: prima in una pagina del 2° Rapporto, del 1957, e poi (vedi capitolo 5) nel sopralluogo del luglio 1959, che fu seguito dalla formulazione del programma di studi sulla stabilità dei versanti del bacino, poi iniziato da me, e infine da lui formalizzato nel rapporto del 10 ottobre 1959.

  4. Selli e Trevisan (1964), pag. 25 e tav. X.

  5. Tribunale dell’Aquila, pag. 271.

  6. Testo originale di questo passo: Die bisherigen Bewegungsmessungen zeigen, daß durch Spiegelsenkung des Sees zwar eine Verzögerung der Bewegung, aber zunächst kein Stillstand eintritt. Nach wie vor verursacht jeder heftigere Regen immer wieder vorübergehende, kurzfristige, aber oft sehr erhebliche Beschleunigungen. Die Frage, ob die Gleitungen durch künstliche Maßnahmen zum Stillstand zu bringen seien, muß generell verneint werden, denn selbst wenn man, theoretisch betrachtet, auf die Anlage eines Stausees ganz verzichten wollte, wäre anzunehmen, daß eine so große Gleitung, nachdem sie einmal in Gang gekommen ist, nicht so bald wieder ganz zur Ruhe kommen würde. Es bleibt somit kein anderer Weg als der Versuch, die Gleitung unter Kontrolle zu bekommen und die abstürzenden Gesteinsmengen sowie die Geschwindigkeiten durch künstliche Maßnahme so zu beschränken, daß größere Schäden für Menschen und vorhandene Bauwerke vermieden werden können.

  7. Tribunale dell’Aquila, pag. 267; Corte d’Appello dell’Aquila, pag. 195; cfr. Palmieri, pag. 51.

  8. Non si capisce come qualcuno abbia potuto accusarmi di avere cambiato idea, magari dietro pressioni interessate, come è stato supposto da Fabbri (pag. 454) e da qualcuno durante il processo dell’Aquila. È chiaro infatti che nessuno aveva previsto la velocità della frana che scivolò il 9 ottobre 1963. Aver conosciuto la forma della frana non significa aver previsto la sua velocità. A questo proposito si deve dire che a tutt’oggi esistono ancora interrogativi sui motivi per i quali si è raggiunta una simile velocità, come affermava Datei nel 1964 e molti altri dopo di lui. Si veda il capitolo 16.



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