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pag.222

domande. S’interessano solo del loro lago, di noi non importa loro proprio niente’. Questi sono stati gli amari, ma quanto veritieri, commenti degli abitanti della zona”. E nel libro, a pag. 84/70 dice: “Arrivo a Erto il giorno dopo. Le persone del Consorzio mi portano sul Toc… avevano scoperto una profonda fenditura, … vorrei vederla anch’io ma ormai non si passa più…”.

La denuncia. La scena che la descrive è ambientata verso il Natale del 1960, ma la denuncia alla Merlin era stata fatta, dal Comando dei Carabinieri di Udine, molto prima della frana del 4 novembre 1960, cioè subito dopo l’articolo del 5 maggio 1959, e si riferiva alla sua segnalazione di un pericolo per il paese di Erto. L’assoluzione è avvenuta il 30 novembre 1960 a causa della sopraggiunta frana del 4, verificatasi 2,5 km più a Ovest e sulla sponda opposta (vedi paragrafo A6).

Il processo di Milano. Chi era la parte denunciante? La denuncia fu fatta dai carabinieri, ma questi non furono presenti al processo, e nemmeno un loro avvocato. E non vi era neppure un avvocato della SADE.

Le 6 “grandi fotografie” presentate al processo (formato 13x18 cm, conservate agli atti) non mostrano né case lesionate, né la spaccatura sul Toc, né la frana del 4 novembre 1960, ma soltanto la Pineda, con Erto sullo sfondo (il monte Toc compare in lontananza sullo sfondo in una sola di esse, presa da S. Martino). Nel film invece si vedono enormi ingrandimenti delle mie foto della spaccatura e della frana del 4 novembre (figg. 33 e 36 in questo libro) prese dalle pubblicazioni da me fornite al regista…

L’ultimo articolo di Tina Merlin. L’articolo che parla di 50 milioni di m³, è del 21 febbraio 1961, non del settembre 1963. E temeva due cose: o la rottura della diga, con l’inondazione di Longarone, oppure che il lago a monte della frana, salendo di quota, mettesse in pericolo la stabilità di Erto, “poiché è notorio che esso è interamente poggiato su terreno di frana” (cosa falsa anche se sempre ripetuta). Insomma, considerava anche la frana del Toc in funzione dei timori per la stabilità di Erto, che esistevano già prima della costruzione della diga e che si sono dimostrati infondati. Bisogna dire che la Merlin non aveva previsto la disastrosa esondazione sopra la diga, poi verificatasi. Invece il film taglia la frase suddetta facendo così credere che la Merlin l’avesse prevista. Di fatto lei aveva scritto (in



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