pag.221
recente dalla stampa, nel senso di attribuirmi catastrofiche previsioni o scetticismo aprioristico circa la consistenza del grande lago artificiale del Vajont, sono destituite di fondamento e io sento il dovere di smentirle, non soltanto per rispetto alla verità ma anche, soprattutto, per togliere quest’arma di sapore politico a chi vorrebbe trarre argomento da così grave sciagura di carattere nazionale a vantaggio del proprio partito”.
D’altra parte, se anche la smentita del senatore Gortani lasciasse al lettore una sfumatura di dubbio, c’è un altro argomento conclusivo: Gortani fu scelto dal Pubblico Ministero Mandarino come membro del Collegio dei periti e confermato in tale incarico dal Giudice Istruttore Fabbri: se dai documenti o dalle testimonianze fosse risultato che si era occupato in precedenza del Vaiont, sarebbero stati costretti a escluderlo, e invece questo problema non ci fu. Ci fu invece per il professor Mencl dell’Università di Brno, che non poté essere nominato nel secondo Collegio perché aveva pubblicato un articolo sul Vaiont (Fabbri 1968, pag. 68).
Ma evidentemente ci si era resi conto già quasi subito che la cosa non stava in piedi, perché nei testi della Merlin e del suo partito ciò non compare più. Ma se è comprensibile che la giornalista Merlin, nei primi giorni dopo il disastro, nella foga e nella rabbia sia stata imprecisa, è invece inaccettabile che dopo tanti anni, con tutte le inchieste, con la raccolta di 150 faldoni di documenti e col libro stesso della Merlin in cui non c’è traccia di questa relazione, si prenda per vera questa storia.
♦ Tina Merlin ha veramente visitato la fessura? Nel film Tina Merlin viene accompagnata da Olmo a vedere la fessura perimetrale. Dai suoi scritti risulta però che non è riuscita ad andare a vederla, né risulta che di essa abbia parlato con quelli della SADE e con Dal Piaz. Riferisce solamente di frasi dei valligiani. Dall’articolo dell’8 novembre 1960 non risulta neanche che sia andata sul Toc: “A ridosso del lago, per una lunghezza di 600 metri, i reticolati della SADE sbarrano la strada e numerosi cartelli avvisano della presenza di un grave pericolo. Oggi due lussuosissime macchine sono giunte sul posto, quelli che la popolazione chiama i ‘pezzi grossi’ della SADE. Apparivano preoccupati: hanno controllato, osservato; se ne sono andati all’avvicinarsi dei valligiani. ‘Non vogliono rispondere alle
