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circa, e doveva arrivare al fondovalle poco a Ovest del Ponte di Casso. Evidentemente la paleofrana, con l’altra minore sovrapposta, arrivata al di sotto della quota 800 circa, si era espansa a Est fuori della sua nicchia, come è poi avvenuto di nuovo nel 1963. Le porzioni delle due paleofrane, essendo fuori della nicchia, non hanno però potuto partecipare al nuovo movimento e sono state invece a loro volta ricoperte dalla nuova espansione in corrispondenza del medesimo margine.
♦ Nuove previsioni. A questo punto (primi di agosto 1960) i nuovi dati raccolti permettevano una previsione, subito da me espressa oralmente ai tecnici della SADE, nel complesso meno pessimistica di quella precedente riguardo ai possibili movimenti futuri. Essa si basava sulla forma “a sedile” della superficie di movimento della paleofrana (vedi fig. 31B) e sulle velocità del movimento della massa, fino a quel tempo misurate, che erano dell’ordine del millimetro al giorno.
Figura 33 Un tratto della fessura perimetrale a “M”, al margine meridionale del piccolo avvallamento di quota 1100 (A), situato a SW dell’origine del ramo occidentale del T. Massalezza (MW) (E. Semenza, 9 novembre 1960).
