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del film si è nel 1959, non c’è ancora il lago, e le spaccature allora esistenti erano vecchie e non provocate da esso.
♦ La festa per la fine dei lavori. Il discorso di Carlo Semenza sul coronamento della diga è ripreso da una registrazione, riportata anche nella cassetta della Pro Loco di Longarone Vajont-Longarone. La storia, nella quale però la voce non è l’originale, ma una rilettura fatta da un’altra persona. Il film mette insieme l’inizio e la fine del discorso. La scena però è ridicola, perché sembra che al festeggiamento, che era usanza dare alla fine di ogni lavoro soprattutto per gli operai, partecipino una decina di persone in tutto, sedute a un unico tavolo.
♦ L’inizio dell’invaso. Seguendo il libro di Tina Merlin (pag. 76/63, vedi in A7 il capoverso “Il 2 febbraio 1960 inizia l’invaso: ‘L’acqua comincia a fluire”), la sceneggiatura mette insieme l’inizio dell’invaso con le drammatiche scene dell’allagamento delle case più basse, in cui la gente cerca disperatamente di salvare il salvabile. Ma il fondo del bacino era a quota 460, mentre quelle case erano a quote superiori a 600 m e pertanto furono sommerse diversi mesi più tardi. Gli abitanti ebbero quindi tutto il tempo per portare via non solo i mobili ma anche tegole, travi e quant’altro gli potesse servire. Si tratta quindi di un falso molto grave, inventato per mettere in pessima luce i dirigenti della SADE.
♦ Perché nell’inverno 1960-1961 la frana si è fermata? Sulla diga, Carlo Semenza e Pancini scrutano il monte Toc: “Ormai sono parecchie settimane che la frana è ferma. Allora aveva ragione il vecchio Dal Piaz”… “Sì, non c’è altra spiegazione. Certo, anche il gelo deve aver dato una mano a bloccarla”. La neve c’era nell’inverno 1960-1961, ma perché non parlare dell’abbassamento del lago, che aveva bloccato i movimenti già prima che nevicasse? Tanto più che la frana è rimasta ferma anche l’estate successiva… (vedi paragrafo B6 e nota 114).1
♦ “Crolla la diga del Fréjus. 400 morti!“ Ma era successo più di un anno prima, il 2 dicembre 1959 (vedi paragrafo B5 e nota 112).2
♦ L’esperimento sul modello idraulico. Il regista ha ottenuto dall’ENEL di utilizzare per il film il modello originale di Nove. Si può notare nella fig.

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(114) Al di sotto di una certa profondità la temperatura non varia con le stagioni, e aumenta poi man mano che aumenta la profondità. È vero invece che quando le precipitazioni sono nevose, non penetra acqua finché la neve non si scioglie. ↩
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(112) La diga di Malpasset si è rotta il 2 dicembre del 1959. L’acqua del lago è scesa per una decina di km lungo la valle del T. Reyran fino al mare, e poco prima è uscita dall’alveo in corrispondenza all’abitato di Fréjus, devastandone un quartiere periferico e causando la morte di 421 persone (vedi il paragrafo A5). ↩