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B5. Errori vari
C’è poi da constatare che nel suo scritto, come anche nelle rappresentazioni teatrali e televisiva, Paolini incorre in una serie di errori più o meno gravi, che riguardano argomenti di cui sono al corrente. Ne cito qui alcuni che non rientrano nei campi geologico e ingegneristico, commentati al paragrafo seguente.
♦ La Val Zoldana è la valle di Papa Luciani (pag. 42). Bisognerebbe sentire che cosa ne pensano gli agordini…
♦ Arcangelo Tiziani custode? (pag. 42). Come ho detto al paragrafo A5, Tiziani non era il custode dell’impianto di Pontesei, e quindi tutto il discorso che ne consegue, preso dal libro della Merlin, non sta in piedi.
♦ I paesi del Vaiont sono nel lato in ombra (pag. 44). Sembrerebbe che quando lui c’è stato fosse sempre di notte o con nuvole fitte, perché sono invece sul versante Nord della valle e quindi in sole assai più del versante opposto, dove era la frana. Però a pagina 45 si dice giustamente che il monte Toc è all’ombra: come la mettiamo?
♦ “Diga Massenet al Fréjus” (pag. 62). Due errori in quattro parole: è invece la diga di Malpasset, località a una decina di km a monte della città di Fréjus, sulla Costa Azzurra. Dicendo poi “al Fréjus” sembra che Paolini (ma in realtà anche molti altri prima di lui) pensi al passo omonimo al confine italo-francese tra Bardonecchia e Modane, assai noto agli italiani, o a un traforo sottostante.1
B6. Errori nel campo geologico e in quello ingegneristico
♦ “Tutto in un anno”. Tra questi errori, una buona parte riguarda i tempi degli studi e delle indagini da parte di geologi, geomeccanici, geofisici, sondatori e topografi: l’ordine cronologico di tali operazioni ha una grande importanza per capire la loro logica, e quindi giudicarne la correttezza. Ma quest’ordine è largamente stravolto, e lui se la cava dicendo (pag. 61) che per esigenze narrative ha dovuto comprimere “tutto in un anno”: e così fa una gran confusione (vedi Appendice F).

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(112) La diga di Malpasset si è rotta il 2 dicembre del 1959. L’acqua del lago è scesa per una decina di km lungo la valle del T. Reyran fino al mare, e poco prima è uscita dall’alveo in corrispondenza all’abitato di Fréjus, devastandone un quartiere periferico e causando la morte di 421 persone (vedi il paragrafo A5). ↩