pag.149
A5. Errori vari
Sono questioni certamente secondarie, che tuttavia mostrano la scarsa affidabilità delle informazioni in possesso dell’Autrice.
♦ Le “grandi centrali di Soverzene e della Gardona” (pag. 37/30). In realtà la seconda è una centrale piuttosto piccola.
♦ Il Torrente Boite sfruttato a Borca (pag. 45/37). In realtà lo è con dighe a Valle di Cadore e a Vodo.
♦ Il 22 marzo 1959 era la domenica di Pasqua (pagg. 57-58/47-48). In realtà era la domenica delle Palme.
♦ Arcangelo Tiziani era il custode dell’impianto di Pontesei, incaricato dalla SADE di svolgere “un servizio di sorveglianza continuo”, da solo “perché l’economia non è mai troppa”, e stava quindi “perlustrando i pendii boscosi” “per dare l’allarme in caso di novità pericolose”. E la premessa di tutto questo discorso è che tutti erano preoccupati per piccoli franamenti sulle sponde, e che “probabilmente anche la SADE sta all’erta” (pagg. 57-58/47-48). La realtà è completamente diversa. I franamenti che preoccupavano riguardavano la roccia della spalla sinistra della diga (Frana di Pontesei spalla diga): erano stati presi importanti provvedimenti, e la zona era continuamente controllata con misure di vario genere e con estensimetri. Inoltre il lago era stato abbassato da qualche giorno perché i movimenti erano ripresi.
Ma la frana che scese quel giorno era un’altra (Frana di Pontesei-Fagaré), di materiale sciolto, sul fianco sinistro a 200-300 metri a monte della diga. Si muoveva da tempo, e non aveva destato particolare preoccupazione, per cui nessun provvedimento era stato preso. Ma da vari giorni erano comparse delle fessure che attraversavano la carreggiata ai due margini occidentale e orientale della frana. Nella notte tra il 21 e il 22 marzo queste fessure si erano accentuate, dando luogo a un notevole gradino, per cui la Forestale aveva chiuso al traffico la strada.
Tiziani non era il custode dell’impianto, ma un operaio dell’impresa Cargnel che da Forno di Zoldo percorreva in bicicletta la strada in destra per andare a lavorare alla diga, nei pressi della quale erano in corso alcuni lavori; fu travolto dall’onda, ma non era l’unica persona in riva al lago: ce
