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paese di Longarone adagiato in fondovalle), ma sorgeranno lo stesso altri problemi di natura difficile e preoccupante. I più illustri tecnici fatti convocare per l’occasione da varie parti del mondo, hanno suggerito alla SADE di costruire una galleria per far defluire l’acqua da un lago all’altro quando la montagna, cadendo, avrà di fatto formato due invasi. Non si sa cosa succederà dell’agglomerato del paese quando il lago superiore sarà pieno, perché è notorio che esso è interamente poggiato su terreno di frana”.1
Quindi nell’articolo il pericolo per Longarone era visto come conseguenza della rottura della diga; invece per quanto riguarda Erto non temeva frane né ondate, ma che il livello salisse, in conseguenza della divisione del lago in due parti, fino [a] compromettere la stabilità del paese: infatti nell’articolo si diceva “non si sa cosa succederà dell’agglomerato del paese quando il lago superiore sarà pieno, poiché è notorio che esso è interamente poggiato su terreno di frana” (frase questa non citata nel libro).
Nel libro invece, rifacendosi all’articolo, fa questa sintesi: “Se quando cade la montagna cede la diga, addio Longarone; se la diga resiste, l’acqua spazzerà via Erto e le sue frazioni. Ipotesi azzardate? Non proprio, perché è certo che succederà qualcosa di tremendo”.
Non si può non rilevare la differenza fra l’articolo e il libro. Da quanto riportato risulta che la Merlin nell’articolo non aveva previsto quegli eventi, nel libro afferma invece di averli previsti. Infatti i suoi timori riguardavano ancora, come sempre, la stabilità del paese di Erto. Quanto alla certezza che sarebbe avvenuto qualcosa di tremendo, dall’articolo non risulta.
♦ Quanto era ritenuta grande la frana? A pag. 101/83-84 fa un bel po’ di confusione circa i volumi della frana.2
♦ Campionature di roccia a Erto: un circolo vizioso. Si seguita a farne: “Il paese è quindi ancora considerato in pericolo” (pag. 101/84)! Ma si deve osservare che i sondaggi a Erto sono stati fatti a più riprese a seguito del continuo rinnovarsi delle proteste degli ertani, e ogni volta hanno portato a escludere ogni pericolo per il paese.
♦ Dov’erano i sismografi? Dice che in gennaio 1962 le scosse sismiche, dovute al lento movimento della frana, si sentono anche a Erto; e che le scosse sono “registrate dalle numerosissime apparecchiature di controllo

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(95) Il titolo e il testo dimostrano una volta di più la mancanza di informazione. 50 milioni di m³ è circa un quarto del volume allora previsto. Si vedano i capitoli 8 e 10. ↩
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(96) Prima dice che Müller “ha scoperto 200.000 m³ di massa in movimento”: non li ha scoperti lui, ma io, e sono 200 o 250 milioni di m³. Poi, parlando del modello, si dice che “la frana è stata valutata 50 milioni di metri cubi, non 200.000 come accertato da Müller”. Non ci si capisce più niente, dato che, a parte lo sbaglio del numero di zeri, i 50 milioni qui citati si riferiscono alla parte di frana che poteva rimanere sommersa. ↩