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problemi di fondazione molto rilevanti, vista la presenza in quella zona, come segnalato da Müller nel 2° Rapporto, del 16 agosto 1957, di terreni poco stabili, di spessore probabilmente notevole (non la grande frana, scoperta da me due anni dopo). Considerazioni non molto diverse sono contenute nella relazione di G. Dal Piaz del 1958. Esaminando oggi il tracciato della passerella posso dire che il pilone sul fianco sinistro avrebbe dovuto essere fondato sull’espansione orientale della paleofrana (EE), formata da “strati sottili Fonzaso-Socchèr”, estremamente fratturati e friabili, facenti parte di una massa di frana (antica ma non come “la paleofrana”), appoggiati sui “banchi di Socchèr”, meno fratturati, facenti parte della paleofrana (vedi il mio capitolo 6 e figg. 16’ e 20). Ciò aveva portato ad alcune modifiche nel tracciato della strada, sgradite dalla gente (vedi più sotto). Ma non si può tirare in ballo la diga, che è del tutto fuori causa essendo appoggiata al Calcare del Vaiont, che ha problemi completamente diversi e risolubili con tecniche validamente collaudate; né si può mettere in discussione la possibilità di realizzare l’invaso, a quel tempo ritenuto sufficientemente stabile, specialmente a seguito delle indagini nel frattempo eseguite, in particolare nella zona di Erto.
Quanto poi alla costruzione della strada, “incredibilmente lunga” (pag. 58/48), essa era stata progettata e poi realizzata sulle sponde del futuro lago, un po’ al di sopra del livello di massimo invaso, e data la conformazione topografica della valle non sarebbe stato possibile farla più corta. Circa il disagio delle persone, manifestato anche dal Comune nella riunione del 14 maggio 1959 a Erto, dopo varie discussioni nelle quali si era anche avanzata l’idea di una funivia, era stato deciso di andare incontro con l’obbligo, prescritto alla SADE dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (3 ottobre 1958), di finanziare un servizio di autobus. C’è poi da ricordare che, per passare da un fianco all’altro della valle, era sempre stato previsto si potesse usare non soltanto il ponte all’estremità orientale del lago, ma anche la diga.
♦ Contributi governativi. Dice che la SADE nell’agosto 1958 ha avuto il primo contributo per la costruzione dell’impianto, quasi un miliardo e mezzo (pag. 65/54). Ma ciò non corrisponde alla realtà, né a ciò che l’autrice stessa dice nella nota 15 a pag. 122/101: la cifra di 1.419.000.000 era
