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♦ Completare le indagini geologiche. Afferma che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il 15 giugno 1957, nel concedere l’autorizzazione al progetto della diga più alta (m 722,50) pone una clausola circa “‘la necessità di completare le indagini geologiche nei riguardi della sicurezza degli abitati e delle opere pubbliche che venissero a trovarsi in prossimità del massimo invaso’ (per un approfondimento vedi il paragrafo D4). Perché Erto sta appena 54 m sopra tale quota e il suo centro abitato verrà a trovarsi a strapiombo sul lago” (pag. 49/41). A questo proposito va detto che le indagini erano già state fatte (nove sondaggi nel 1954), e la relazione geologica era stata presentata in bozza il 9 giugno 1957, mentre la versione ufficiale è stata inviata il 25 settembre dello stesso anno (cfr. Appendice F, gennaio e giugno 1957).
♦ Andranno sotto le “ultime terre fertili della vallata”. A seguito della decisione di innalzare il lago fino a q. 722,50 andranno sotto le “ultime terre fertili della vallata” (pag. 50/41). La frase è chiaramente esagerata, perché ne restavano molte altre alle quote superiori.
♦ Passerella o strada? Fa un gran discorso sulla passerella, progettata nel 1952 nella zona del ponte di Casso per sostituire i vari ponticelli (di Casso, di Erto, Liron, la Spianata ecc.), che sarebbero stati sommersi, e sul fatto che nel 1958, avendo modificato il livello di massimo invaso, questa passerella non si sarebbe più fatta: “La SADE dice che non si può, che la natura del terreno non permette la costruzione dell’opera”. E commenta: “Il terreno di Erto è tutto della medesima natura”, “il ponte non si può costruire perché il terreno non regge l’opera, ma la diga e il bacino invece, sullo stesso terreno, si possono costruire” (pag. 59/48). Così dicendo, lascia intendere che tutto il territorio comunale, e quindi tutta l’area dell’invaso, fossero inadatti a qualsiasi utilizzazione, cosa completamente falsa, poiché c’è una grande varietà di tipi di roccia e di situazioni, e quindi forti differenze dal punto di vista della stabilità. Si noti però che l’articolo del 5 maggio 1959 esprime preoccupazione solo per la stabilità di Erto, e parlando della passerella non accenna minimamente all’instabilità del M. Toc, né profonda, che allora nessuno conosceva, né superficiale.
La verità è che il ponte (in realtà una passerella pedonale, sospesa) sarebbe stato lungo oltre 350 metri, e quindi estremamente costoso e con
