Keyboard shortcuts

Press or to navigate between chapters

Press S or / to search in the book

Press ? to show this help

Press Esc to hide this help

pag.129

orientale la superficie di rottura si sarebbe sviluppata nel livello che qui ho chiamato “Fonzaso con argille”; mentre nella parte nordorientale questa superficie, andando da Sud-Ovest a Nord-Est, si innalzerebbe gradualmente nella serie attraversando i livelli dei membri soprastanti (“strati sottili Fonzaso-Socchèr” e “banchi di Socchèr”).

Ma per questa parte nordorientale la ricostruzione di Broili è basata soltanto sui dati di tre sondaggi, due dei quali sono situati a Est della faglia del Col Tramontin, in quella parte dove era avvenuta l’espansione orientale al di fuori della nicchia di frana, che consiste in una massa molto fratturata, relativamente sottile, che copre una parte della zona stabile della Costa delle Ortiche (vedi capitolo 15). Perciò questi due sondaggi non possono essere usati per ricostruire la superficie di rottura nella nicchia della paleofrana: non vi è quindi la prova della risalita di questa superficie attraverso i livelli soprastanti al “Fonzaso con argille”. Tuttavia in questa parte la massa doveva aver incontrato delle resistenze al movimento, dato che la velocità dei movimenti registrati in tutta la parte orientale durante il lungo periodo che ha preceduto il movimento finale era qui minore che altrove, come è stato illustrato da Selli e Trevisan nelle tavole XI-XIV. Il movimento finale in blocco, con spostamenti simili su tutto il corpo di frana, dimostra che, dalla fine di settembre 1963 in poi, anche in questo settore della superficie di rottura le resistenze suddette sono state vinte. Hendron e Patton hanno ipotizzato che queste resistenze siano state sviluppate lungo dei gradini esistenti sulla superficie di rottura, ma soprattutto lungo la superficie della faglia (del Col Tramontin) – la quale costituisce il fianco destro della nicchia di frana – e nella parte bassa doveva ostacolarne il movimento.

Rottura progressiva? Alcuni, tra cui Müller,1 hanno cercato di spiegare il movimento finale con la teoria della rottura progressiva; ma questa è in contrasto con quella della paleofrana, come lo stesso Müller riconosce (1968, pag. 72), perché la rottura progressiva era già avvenuta prima della paleofrana. Nel capitolo 7 ho esposto alcune considerazioni che mi pare possano conciliare i termini di questo contrasto.

Cuscino di vapore. Probabilmente un fattore che ha favorito il movimento è stata la produzione di vapore per effetto dell’aumento di temperatura, a livello del piano di scivolamento, dovuto alla frizione (Nonveiller 1978 e 1992); ma è evidente che ciò può aver influito soltanto dopo che il movimento aveva già assunto una notevole velocità.

Angolo di attrito. Altri hanno tentato di calcolare mediante prove geotecniche i valori dell’angolo d’attrito2 del materiale argilloso presente




image


  1. (81) Müller (1964), pagg. 208-210; Müller (1968), pag. 72-81.

  2. (82) Per “angolo d’attrito” si intende l’angolo d’inclinazione di una superficie di contatto tra due parti dell’ammasso roccioso (ad esempio, due strati sovrapposti), superato il quale la parte superiore si muove per effetto della gravità.