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qui la nota 98: “Non venne mai seriamente posto in dubbio, durante i processi, che dopo il 27 luglio 1963 ogni responsabilità era solo dell’ENEL; ciò fu riconosciuto dallo stesso Ente nazionale e dall’Avvocatura dello Stato; vedi sentenza della Cassazione (civile) del 17-12-1986, n. 2186, 28”.
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Calcoli fatti più recentemente da altri indicano una velocità di circa 100 km/h.
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Müller (1964), pagg. 208-210; Müller (1968), pag. 72-81.
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Per “angolo d’attrito” si intende l’angolo d’inclinazione di una superficie di contatto tra due parti dell’ammasso roccioso (ad esempio, due strati sovrapposti), superato il quale la parte superiore si muove per effetto della gravità.
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Sinclinale significa piega con la concavità verso l’alto; trasversale vuol dire con direzione di piegamento a circa 90° da quelle principali della regione, che qui sono all’incirca Est-Ovest. Per asse della piega s’intende la sua cerniera.
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Da questa parte alta dell’acquifero inferiore l’acqua tendeva (e tende) a scendere verso Nord, dove l’asse della sinclinale trasversale si piega passando ad una pendenza di circa 40°, fino a raggiungere la zona più bassa del versante dove la sua curvatura pare attenuarsi fino ad annullarsi, dato che qui gli strati pendono uniformemente verso Est sui 20°. L’acqua andava quindi (e va) a riempire le cavità carsiche, meno sviluppate o assenti in basso a causa della copertura impermeabile ivi esistente ancora poche migliaia di anni fa, costituita dai livelli argillosi che stavano alla base e al disotto della massa della frana. Queste cavità quindi si restringono, ma continuano fino alla parete sinistra della gola, dove sono in realtà poche ma ben visibili alquanto a valle della diga, e assenti più a monte, come è stato evidenziato dalle fittissime indagini condotte in occasione della costruzione della diga: ciò può essere spiegato con la maggiore persistenza qui della suddetta copertura impermeabile.
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Infatti la pressione dell’acqua negli interstizi, anche piccolissimi, presenti nei livelli argillosi della Formazione di Fonzaso, riduceva le resistenze di attrito tra i granuli che li compongono.
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Questi diagrammi sono stati disegnati da Hendron e Patton (1985): quello relativo ai 30 giorni precedenti, riportato nella figura 54, appare anche in Semenza e Ghirotti (1998).
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vedi Hendron e Patton (1985) pagg. 51-58, tab. 7 e 8 e appendice A.
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Per le norme precedenti si veda la nota 11. Il regolamento dighe, in vigore all’inizio dei lavori (1957), risaliva al 1931 (31 gennaio 1931, n. 1370), e venne sostituito dal DPR 11 gennaio 1959, n. 1363, che a differenza del primo cita l’obbligo, per la relazione geologica, di contenere gli elementi oggettivi relativi alla stabilità dei versanti (vedi Fabbri, pag. 299 e segg.); è da notare che questa parte del regolamento fu curata dal prof. Penta. Corrispondentemente nel succitato trattato di geologia applicata di A. Desio (1948), le indagini sulla stabilità dei versanti non erano nemmeno citate tra gli argomenti che il geologo doveva trattare nella relazione per una diga: questi erano la stabilità delle imposte della diga, la loro impermeabilità, e l’impermeabilità del bacino. È significativo che, nella edizione del 1973 di quel trattato, è stata aggiunta la stabilità dei versanti.
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Kenney (1992).
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Alfred J. Hendron, Jr. (statunitense) e Franklin D. Patton (canadese).
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Relazione Comm. Parlamentare d’Inchiesta (1965), pagg. 100-101; Tribunale dell’Aquila, pag. 326. Cfr. Mandarino (1967), paragrafo LXIV.
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Corte d’Appello, pagg. 124, 125 e 137.
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La relazione di Caloi è del 4 febbraio 1960; quella di Müller è del 3 febbraio 1961, a seguito dei sopralluoghi del novembre 1960.
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Per comodità del lettore riporto una breve cronistoria di questi fatti. 4 febbraio 1960, 1° rapporto; 15 febbraio 1960, C. Semenza scrive a Caloi con richiesta di chiarimenti; 17
