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pag.249

NOTE

  1. Vajont o Vaiont? Anche se storicamente ci sono entrambe le forme, adesso tutti scrivono Vajont, e io invece mi ostino a scrivere Vaiont. Perché? In italiano si pronunciano allo stesso modo, ma avete mai provato a sentire uno che parla solo inglese? Io sì, e anche accompagnandolo sul posto: e se legge Vajont lui pronuncia Vagiònt! Ho pensato allora che, per evitare questo inconveniente, convenga scriverlo con la i.

  2. Leonardi P. e coll. (1968).

  3. L’alveo, spostato alquanto verso Est rispetto a prima della frana, era piuttosto stretto e poca acqua scorreva in superficie, probabilmente perché l’ondata, risalita lungo la valle, ridiscendendo da Davestra aveva trasportato ghiaia che si era fermata qui, dove il corso d’acqua era stato improvvisamente ristretto per l’arrivo del materiale trasportato dalla prima ondata, cioè quella uscita dalla valle del Vaiont. Più precisamente, quella che si vedeva era una situazione complessa: il materiale trasportato dalla prima ondata si trovava in fondovalle soltanto sui due lati del suo percorso, dove la violenza del getto d’acqua era minore, mentre davanti all’uscita della gola si era formata una grande buca perché qui la violenza del getto era estremamente forte, e quindi tutto il materiale ghiaioso, assieme ai detriti trasportati dal getto, aveva investito il centro di Longarone, distruggendo i fabbricati e poi depositandosi seppellendo ogni cosa. L’ingente quantità del materiale, trasportato e deposto lungo la valle del Piave dall’ondata di ritorno, non era ancora stata asportata dall’acqua del fiume, allora non in piena, e perciò poteva contenerla quasi tutta al suo interno. Invece gran parte della buca suddetta non era stata ancora colmata, e quindi era piena d’acqua (figg. 3 e 4).

  4. Questi detriti erano stati deposti secondo il processo normale dei corsi d’acqua non turbolenti: si trattava cioè di depositi alluvionali con “gradazione normale”, ossia con gli elementi più grossolani in basso e quelli via via più fini verso l’alto. Ciò significa che, come era logico dato che sono stati gli ultimi depositi dell’acqua al termine del processo di tracimazione, il flusso era ormai relativamente lento e quindi tranquillo: in queste condizioni il deposito non è caotico, ma ben stratificato, e la dimensione dei frammenti depositati va diminuendo con il diminuire della velocità.

  5. In quel periodo, che si può definire post-bellico, viaggiare nel cassone di un camioncino era quasi una cosa normale.

  6. Ferasin, studiando i dintorni di Cimolais, era arrivato fino alla Val Zemola, scoprendo l’esistenza della fortissima riduzione dello spessore (fino a pochi metri) delle formazioni del Giurassico superiore e del Cretacico inferiore e medio (che qui fino allora erano giudicate addirittura inesistenti). In quell’area, che corrisponde al fianco NNE della sinclinale di Erto, quelle formazioni sono sostituite dalla cosiddetta “serie condensata”, visibile nel profilo ‘b’ della figura 28 (formazione indicata con la lettera ‘a’) che comprende, ma non dovunque, il famoso Marmo di Erto (Giurassico superiore e Cretacico inferiore), dal caratteristico



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