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pag.22

Quello che vedemmo è praticamente ciò che si può vedere anche oggi, benché ora ci sia una certa copertura vegetale, oltre a diversi interventi viari, che nascondono particolari importanti. Tutta la massa franata appariva come un blocco unico, che era risalito più di un centinaio di metri sul versante opposto. Da quel punto tutta la massa appariva completamente priva di vegetazione, evidentemente dilavata dalla grande ondata. A ridosso della diga vi era un piccolo lago, al livello del ciglio della diga stessa, e nel lago scendeva da Est un piccolo ruscello, che divagava sulla superficie di un cono alluvionale, evidentemente prodotto da un corso d’acqua di grande portata, ma ormai asciutto.


Figura 4 Il fianco sinistro della valle del Piave, di fronte a Longarone (E. Semenza, pomeriggio del 10 ottobre 1963). Nell’incisione del Vaiont si vede la diga, e dietro ad essa una piccola parte della massa franata. Si può valutare l’altezza dell’onda all’uscita dalla gola del Vaiont (circa 60 metri) che ha dilavato i due versanti (cfr. figg. 27 e 42). Nell’alveo del Piave si possono osservare i fenomeni spiegati nella nota 3. In basso una squadra di alpini impegnati nel soccorso.


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