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pag.139

APPENDICE A

Osservazioni e risposte al libro di Tina Merlin

A1. Introduzione

Non ho mai incontrato l’autrice, deceduta qualche anno fa, che nel suo libro mostra di non conoscere ciò che io ho scritto; o forse, pur conoscendolo, non l’ha ritenuto attendibile. La cosa mi dispiace, anche perché non si può negare che il suo scritto ha il pregio di basarsi su numerosi documenti, molti dei quali non conoscevo, e di esser stato redatto con una notevole passione. Non altrettanto si deve dire per la sua conoscenza dei fatti avvenuti negli anni precedenti la frana del 1963, chiaramente limitata a ciò che poteva raccogliere tra gli abitanti di Erto, inquieti per un antico presagio di sventura, secondo il quale Erto sarebbe franato in un lago. Con molti di loro condivideva l’impegno politico, impegno che ritengo l’abbia portata a vedere soltanto una parte della realtà, e a interpretarla, spesso travisandola, secondo la visione del mondo che quella parte politica riteneva l’unica giusta. Ritengo tuttavia che a questa limitatezza della conoscenza dei fatti abbia concorso anche una chiusura pressoché totale da parte di chi lei avversava. Chiusura dovuta a varie ragioni: diffidenza di origine politica, desiderio di non avere contestazioni né ostacoli, ma anche consapevolezza della propria superiorità, derivante dalla conoscenza reale dei fatti, e sfiducia nella capacità di capire da parte degli ertani, e in generale dei non esperti, che basavano timori e proteste più sulle idee che su fatti accertati. Chiusura che oggi si fa fatica a capire e che giudico sbagliata.

Le osservazioni che faccio al libro sono divise a seconda dell’argomento, in modo da limitare le ripetizioni. Vedremo quindi la sua visione politica, le critiche alla SADE e agli organi governativi, i giudizi negativi sui protagonisti, errori vari, specie nel campo geologico-tecnico, critiche e inesattezze circa la conduzione dei lavori, il franamento finale, il periodo successivo alla frana del 1963, le responsabilità della SADE e dell’ENEL e infine gli errori e i problemi nelle didascalie delle figure. Del suo libro ho a



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