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pag.200

utilizzazione del bacino. E la popolazione a monte? Bisogna tener presente che, secondo il 15° Rapporto di Müller (vedi capitolo 10), la discesa della frana era giudicata possibile anche senza lago: “Anche se in teoria si volesse rinunciare del tutto alla creazione di un serbatoio, si dovrebbe supporre che una frana così grande, dopo essersi mossa una volta, non tornerebbe tanto presto all’arresto assoluto. Non rimane quindi altra via che cercare di ottenere il controllo dello scivolamento, e di limitare con misure artificiali sia i volumi rocciosi sia le velocità, in modo da evitare gravi danni alle persone e alle costruzioni”. Se l’altezza del lago non avesse potuto essere mantenuta al di sotto degli abitati, che cosa si sarebbe detto? Che si era accettata la distruzione o per lo meno l’allagamento di Erto, per salvare Longarone? Invece, con la galleria in funzione, e con il controllo e la limitazione dei movimenti della frana, non vi sarebbero stati danni né a Erto né nei paesi a valle della diga.

C11. Allarmi dei giornali e della gente, e comportamento dei tecnici

Gli allarmi lanciati dai giornali (cioè gli articoli della Merlin, citati) erano importanti, ma avevano il difetto di essere stati scritti senza conoscere i motivi del comportamento dei tecnici. Certamente sarebbe stato meglio che i tecnici si fossero prestati di più a spiegarli, ma da questo a parlare di malafede c’è un abisso: i tecnici, evidentemente sbagliando, ritenevano che il pericolo non ci fosse, e ciò è dimostrato dalle decine di morti tra il personale presente al cantiere o a Longarone.

Inoltre insistendo sui dettagli riguardanti le fessure, i rumori e le scosse (pag. 59 e seguenti) non si fa chiarezza. Tutti questi fenomeni erano il “normale” effetto di una massa che si muoveva lentamente. Il disastro del 9 ottobre fu dovuto alla velocità eccezionale, e questa non era stata prevista da nessuno.

Dire poi che Biadene era preoccupato (pag. 63) va a suo onore, perché ha fatto sì che i suoi superiori avvisassero le autorità affinché intervenissero nelle zone che lui riteneva pericolose.



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