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pag.201

C12. Prevedibilità giuridica e prevedibilità tecnica

A commento della Sentenza della Corte d’Appello, e in particolare delle pagine 107 e seguenti,1 Palmieri scrive (pag. 66) una frase che mi sconcerta, e se ho capito bene sconcerta anche lui: “Affermato il principio che la prevedibilità giuridica è diversa da quella fisica”, la Corte “disattese le opinioni del mondo scientifico sulla imprevedibilità delle caratteristiche specifiche di quell’evento, concludendo che la catastrofe era stata prevedibile” nelle sue modalità: compattezza, tempo di caduta (fra 20 e 40 secondi, piuttosto che 60), risalita sul versante opposto, altezza dell’onda e quantità d’acqua tracimata. Palmieri, rifacendosi a Müller (1964) commenta: “In verità, nessuno, fra scienziati e non, aveva previsto le caratteristiche fisiche della frana.” E io mi domando: se queste sono le modalità sulle quali secondo la Corte si basa la prevedibilità giuridica, dove sono le differenze fra le due prevedibilità della catastrofe? Qualcuno ha detto che l’esempio di Pontesei doveva esser considerato ai fini della previsione della frana del Toc: ma in realtà lo è stato, sia come spunto per gli studi sul Vaiont, sia per le velocità degli esperimenti sul modello idraulico (nonostante che verso la fine qualcuno avesse suggerito di esperimentare anche tempi di caduta più lunghi); ma, come si è visto nel capitolo 4, questo esempio è stato per più aspetti falsato dai periti del secondo collegio, e inoltre le condizioni geologiche dei due franamenti sono molto diverse.

I giudici sembrano dunque affermare che si debbano sempre tener presenti le ipotesi più pessimistiche. Ma secondo me non si può mai prescindere dalle conoscenze scientifiche, per cui non si deve tener conto di ipotesi prive di base scientifica. Tra queste, nel caso specifico, si può citare la rottura della diga a causa dell’urto della frana, impossibile perché essa si dirigeva da un’altra parte, e il franamento delle zone di Erto e della Pineda, la cui possibilità era stata esclusa da una serie di indagini.

C13. La crisi idrologica dell’inverno 1962-1963

“Spingere al massimo le riserve di serbatoio”. A pagina 145 l’autore tratta del primo periodo della gestione ENEL (iniziata il 16 marzo) e cita quindi




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  1. (123) Le pagine citate sono come al solito quelle della Sentenza pubblicata in Rass. Giur. Enel (1971).