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pag.199

è stata interessata soltanto da materiale sciolto che discendeva quasi verticalmente a fianco della stessa, riempiendo la gola per circa due terzi della sua altezza; c) che si sia trattato di materiale detritico a grana medio-fine, di sabbia e addirittura di argilla è testimoniato dai cunicoli e dai sondaggi eseguiti in previsione dello scavo all’interno di esso, avvenuto negli anni Ottanta, di una nuova galleria, in sostituzione del ponte-tubo esistente a valle della diga.1

Fotografie con interpretazioni arbitrarie. A proposito della frana, è interessante osservare le tre fotografie (pagg. 419-421) sulle quali è stata disegnata la traccia della famosa fessura perimetrale comparsa nell’ottobre 1960. La prima è quasi giusta (ripresa dalla figura 9 della mia Sintesi del 1965, ma con la traccia ricalcata non esattamente, e in particolare con una variante alla sua estremità NW) ma insufficiente per completare il ragionamento in questione, in quanto non comprende l’ultimo tratto (non ancora manifestatosi) del margine della superficie di movimento. Nella terza, relativa alla situazione post-frana, il perimetro della zona in frana è abbastanza simile a quello della prima foto nella parte alta, e ha la parte inferiore ovviamente diversa ma non esatta, in quanto il margine occidentale della frana è segnato in corrispondenza della diga. Entrambe queste foto derivano dalla pubblicazione di Müller del 1964. La seconda è invece clamorosamente esagerata e falsata. La fessura infatti anziché scendere verso la valle prosegue verso Ovest per circa ottocento metri entro il Calcare del Vaiont, giungendo a delimitare una zona che è larga circa mezzo chilometro di più di quella in frana; anche a Est c’è un errore simile, dato che prosegue ad alta quota fino a scavalcare la cresta della Costa delle Ortiche, quasi a giustificare gli allarmismi per la sua stabilità. Non conosco la provenienza di questa immagine, che compare anche in una pubblicazione spagnola, dove tuttavia la zona raffigurata è leggermente più piccola.2

C10. La galleria di sorpasso

Un’opera inutile? Un’altra questione è quella della costruzione della galleria di sorpasso, giudicata, a pagina 58, inutile in quanto non serviva a proteggere la popolazione a valle della diga, ma soltanto a garantire la continua




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  1. (121) vedi Garbin e Vanin (1992).

  2. (122) Valdes y Diaz-Caneja J. M. (1964).