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pag.189

B9. Il franamento finale e considerazioni conclusive

La parte più importante del racconto di Paolini è la narrazione del disastro, certamente un capolavoro di bravura scenica ma non una descrizione precisa di ciò che è avvenuto: si veda per alcuni aspetti il capitolo 13.

La direzione delle ondate. Questa è descritta con una certa imprecisione: ad esempio, a pagina 113 dice che una è andata per due chilometri in su, a Pirago, Rivalta, Villanova, Faè (che sono in giù) e poi ha preso la direzione del mare. E parla del ponte ferroviario della Friula (anziché Priula).

La seconda più grande frana da quando è apparso l’uomo? Sulle dimensioni della frana riporta a pagina 116 una classifica, che penso abbia preso da Müller, dicendo che è la seconda più grande frana (dopo una “in India, nel Pamir” - non fa parte dell’India, ma è diviso tra Afghanistan e Tagikistan) caduta sul pianeta da quando è apparso l’uomo: c’è molto da discutere, anche perché non si sa esattamente quando l’uomo è apparso. Comunque si parla almeno di 2 milioni di anni fa (così si pensa oggi, allora un po’ meno), e quindi in ogni caso prima dell’età delle glaciazioni. E allora come la mettiamo con la frana di Flims nei Grigioni (12.000 milioni di m³) e con le altre due nel cantone di Glarus (800 e 770 milioni di m³), tutte interglaciali? E con quella di Downie, 1.600 milioni di m³, meno nota perché descritta molto di recente, citata al capitolo 17?

“Una banda di criminali”. E infine, la cosa che più ripugna è l’affermazione, sempre a pagina 116, secondo la quale il non voler “ammettere di aver sbagliato”, “ha trasformato uomini onesti, tecnici provetti, funzionari mediocri e manager senza scrupoli, in una banda di criminali, responsabili morali e materiali di questa tragedia”. È un giudizio tremendo, che Paolini formula (non per primo a dir la verità, ma con lui e al seguito di lui la maggioranza di chi oggi scrive su questo argomento, e di quelli che li leggono, o leggono i tabelloni, le lapidi e i libri, anche di scuola) pur avendo a disposizione testimonianze che contrastano nettamente con questa interpretazione dei fatti.

Vorrei concludere dicendo che ho scritto tutto questo con fatica e senza acredine verso Marco Paolini, ma anzi con la speranza che si ricreda e che su questa angosciosa vicenda arrivi anche lui alla verità.



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