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pag.178

La specialità di Müller. A pagina 52 dichiara che Müller era un geologo: in realtà era un ingegnere minerario, con grande esperienza di geologia applicata, specialista di geomeccanica, ossia di meccanica delle rocce. E i sondaggi non li faceva certo lui, come lo stesso Paolini (dopo essersi però divertito a descriverne le attività di carotatore) ammette a pagina 53; ma probabilmente ne decideva la posizione, il tipo e la lunghezza, e ne interpretava i risultati. Non poteva poi aver trovato rocce piroclastiche, né intrusive, né pozzolaniche, che non ci sono al Vaiont. Non aveva poi studiato gran che della geologia della valle dato che non era il suo compito, e aveva solo accennato alla franosità nel rapporto del 1957.

Müller ha veramente scoperto la grande frana profonda? Questo afferma Paolini a pagina 57, dandone anche le dimensioni in un modo alquanto impreciso: parla di “un fronte di due chilometri”, e va quasi bene, e poi di uno “sviluppo verticale” di 600 metri, e non si capisce se intende lo spessore, o invece, come è giusto, il dislivello tra il punto più basso e quello più alto del piano di scivolamento. Ma queste due misure le ho date io: la prima nell’agosto 1959 (e nella relazione del giugno 1960) e la seconda nell’agosto del 1960 (vedi fig. 31). In precedenza, a fenomeni franosi in questa zona Müller ha fatto soltanto un accenno nel 1957 nel suo secondo rapporto, scrivendo di alcune masse instabili nella zona tra la Punta del Toc e il Pian della Pozza, stimando il volume di una di esse (la più grande, evidentemente) a un milione di m³ o più, e parlando addirittura della possibilità di asportarle facilmente (vedi capitolo 3, nota 14 e B3). Ha scritto di frane poi nel 6° Rapporto del 10 ottobre 1959, in cui però si limita a illustrare in modo particolareggiato il programma di ricerche geomorfologiche da compiere al fine di scoprirne l’eventuale esistenza, già commissionatomi nella lettera del 24 luglio di quell’anno, quando evidentemente non sapeva ancora niente della paleofrana (vedi nota 22 al capitolo 5).

Occorre aggiungere che anche dopo la frana del novembre 1960 e persino dopo quella del 1963, Müller non è mai stato convinto dell’esistenza della paleofrana. Dire che l’ha scoperta prima di me non corrisponde a verità.

E. Semenza chiamato solo per dirimere la controversia fra Müller e Caloi? Ridicolo e completamente errato (vedi in A6 il capoverso “Chi ha



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