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pag.177

“Calcestruzzo armato” e resistenza delle dighe. A pagina 46 si inizia un discorso generale sulle dighe. Secondo lui sono tutte di calcestruzzo armato, e più spesse in basso che in alto, “perché la spinta dipende anche dall’altezza della colonna d’acqua”. Qui il discorso è piuttosto complesso.

Anzitutto va detto che nessuna diga è in calcestruzzo armato, almeno nella gran parte della loro massa, e invece vi sono dighe “rigide” (in calcestruzzo o altro materiale murario non a secco) e dighe deformabili (in materiale sciolto o in pietrame a secco o in blocchi di calcestruzzo non cementati, con vari accorgimenti per ottenerne l’impermeabilità). In quelle rigide è frequente un’armatura in punti particolari, ad esempio attorno ai cunicoli di ispezione, o anche sui due paramenti, cioè entro i primi decimetri in prossimità delle due superfici, di monte e di valle, o attraverso i giunti tra un concio e l’altro, ma essa manca nella massa della diga: questa infatti deve resistere alla compressione e non alla trazione.

L’impiego del ferro è assai più frequente nelle “cuciture” (chiodature o tiranti) della massa rocciosa su cui la diga appoggia, affinché rimanga compatta e possa resistere così agli sforzi che la diga esercita su di essa, e nel cosiddetto “pulvino”, usato per regolarizzare la forma della superficie di appoggio della diga alla roccia delle imposte. Forse l’equivoco relativo al corpo principale della diga nasce anche dal fatto che in quella del Vaiont, che certamente è la più visitata, nel coronamento si vedono dei tronconi di tondino di ferro, sporgenti e piegati dall’onda e dal materiale roccioso da essa trasportato: ma sono ferri che servivano per “cucire” alla diga le mensole che sostenevano la strada appoggiata sulla diga stessa, strada poi spazzata via dall’onda. Però la diga del Vaiont fu effettivamente armata nei paramenti dell’arco di cresta, e ciò ha certamente contribuito a sostenere l’eccezionale carico dell’acqua, oltre a tutto squilibrato per l’impatto non uniforme dell’onda.

Per quanto riguarda poi la spinta dell’acqua, poiché è dovuta alla pressione idrostatica, in condizioni normali dipende dall’altezza del lago, e dalla larghezza della diga alle varie quote, ma non dal volume dell’invaso, come pensano in molti.

“Scisti rocciosi”. A pagina 48 parla di scisti (anziché strati) rocciosi: scisti in italiano (diversamente da parole simili di altre lingue) indica un certo tipo di rocce metamorfiche, che al Vaiont non ci sono.



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