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micascisti alternati, con piani di scistosità inclinati come il versante, un volume di circa 1.600 milioni di m³ e una fronte di circa 2.500 metri, quiescente da almeno 10.000 anni. Essa era scivolata a suo tempo, probabilmente con una velocità moderata, per circa 250-300 metri verso valle, ostruendo l’antico alveo del fiume, alveo poi riescavato dal fiume stesso. È evidente che in caso di nuovo movimento entro il lago l’ondata e la possibile rottura della diga avrebbero causato enormi danni, con possibile effetto “domino” sulle opere sopraccitate site a valle.
Davanti a questa prospettiva un gruppo di geologi di fama mondiale aveva scatenato una reazione dell’opinione pubblica nordamericana al progetto. Vista però la sua grandissima importanza economica lo US Army Corps of Engineers (Genio Militare degli Stati Uniti d’America) decise di accogliere la richiesta di finanziamento di Hendron e Patton. Il contratto col quale essi venivano incaricati prevedeva innanzitutto di eseguire lo studio della frana del Vaiont, i risultati del quale sono stati riassunti nel capitolo 16. Soltanto dopo questo avrebbero potuto affrontare in modo molto approfondito, e secondo gli standard stabiliti dopo la tragedia del Vaiont (ai quali si fa cenno verso la fine dell’Introduzione), le possibili conseguenze derivanti dalla creazione del serbatoio di Revelstoke sulla stabilità del versante in questione. Seguendo le indicazioni emerse dal loro studio, lo US Army Corps of Engineers impose di assicurare la stabilità del versante interessato mediante gallerie e tubi di drenaggio; la diga fu costruita ed è in funzione da una ventina d’anni.
Figura 55 Il professore Alfred J. Hendron JR.
Figura 56 Il professore Franklin D. Patton.
