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pag.122

Il franamento secondario sul lato orientale. Un fenomeno grandioso si è verificato sul lato orientale della massa. Prima del franamento essa era limitata qui da una faglia di direzione Nord-Sud, il cui piano è pendente verso WNW di circa 50° (Ctr, vedi fig. 16’). Perciò quando la massa è scivolata verso NNE, il suo fianco orientale da quota 900 circa in giù si è trovato ad essere strapiombante e senza alcun sostegno. Una grande porzione della massa è quindi scivolata immediatamente verso Est (vedi fig. 48, profilo ‘c’), con moto rotazionale complesso, come è dimostrato dalle accidentalità topografiche di quella zona della massa franata, e dal piccolo colle visibile adesso in prossimità dell’imbocco della galleria di sorpasso. In questo gli strati sono decisamente pendenti verso Ovest, il che permette di misurare l’entità della rotazione subita. La carta geologica da noi rilevata non contiene questi particolari, in buona parte allora coperti dal lago residuo, e descritti e interpretati successivamente: soltanto il piccolo colle suddetto vi compare, disegnato con curve di livello approssimative. Ciò si spiega col fatto che il rilievo batimetrico che l’ha individuato era stato eseguito in modo molto speditivo, con scandagli manovrati in gran fretta da una barca, nel timore di nuovi franamenti, prospettati da qualcuno.

Gli imbuti. Un fenomeno molto minore, ma ben visibile, fu osservato nella zona frontale della massa. Si tratta di varie cavità imbutiformi ad asse verticale, simili a inghiottitoi, ma chiaramente non connesse con fenomeni carsici (vedi fig. 5). Pensammo subito ad un fenomeno di risucchio, ossia erosione rimontante, detto anche piping, che si può spiegare in questo caso con l’assestamento del materiale sottostante, che qui aveva riempito la profonda gola del torrente. Poiché il numero e la larghezza di questi imbuti era variato un po’ durante i primi giorni (l’ultimo si è formato il 13 ottobre alle 5 del mattino), giudicammo che l’assestamento doveva essere avvenuto non di colpo, ma progressivamente, come è spiegabile dato anche che questo processo era molto rallentato, per la presenza dell’acqua, che veniva espulsa gradualmente.

Alle due carte di cui si è detto all’inizio del capitolo, pubblicate due anni dopo,1 fanno poi riferimento le note riportate nella mia Sintesi,2 che contiene varie notizie sulle mie ricerche o di altri, raccolte fino a quel momento.




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  1. (74) Rossi e Semenza (1965).

  2. (75) E. Semenza (1965).