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♦ il movimento in blocco. Tutto ciò permise di ricostruire esattamente molti dettagli stratigrafici e strutturali.1 Infatti tutti i particolari strutturali della massa erano rimasti pressoché identici, salva naturalmente la rotazione generale subita dalla massa (fig. 45). Oltre alle pieghe2 in parte già osservate, potemmo individuare varie faglie precedenti al franamento, alcune delle quali leggermente riattivate, e altre di piccolo rigetto prodottesi durante il movimento. Si poté anche determinare l’entità del movimento e la sua direzione, che confermavano la giustezza della previsione secondo la quale la massa si sarebbe mossa in un blocco unico.
♦ Il Castelletto e la fronte della massa. Si individuò anche un dosso allungato in direzione EW, situato tra la fronte della massa e il versante destro, di fianco all’attuale bivio per Casso, che allora ritenemmo composto da “fette” cadute dalla parete. Tuttavia, benché il suo insieme sia piuttosto disarticolato, vi si possono riconoscere alcuni livelli stratigrafici della serie presente nel famoso Castelletto (Ca) che prima era adiacente alla parete settentrionale (PN) (figg. 16, 18 e 19), e la sua posizione rispetto alla parete è la stessa (fig. 46). Si deve ritenere quindi che, durante il movimento, la gola del Vaiont sia stata riempita qui soltanto dalle marne sottostanti, e che la parete visibile attualmente sia la stessa che si vedeva prima; dunque, contrariamente alle previsioni, almeno in corrispondenza del Castelletto, nessuna “fetta” si è distaccata da essa né prima né durante il movimento finale.
♦ Il sovrascorrimento nella parte orientale. Un particolare importante si è potuto facilmente scoprire nella porzione orientale, dove durante lo scivolamento si era verificato un sovrascorrimento di circa 100 metri della parte più arretrata (detta altrove lobo orientale)3 su quella antistante (fig 47). Qui si ebbe anche il seppellimento di alcuni fabbricati, indicati sulle carte come Case Pierin, poco sopra la strada, e Case Perutte più a Ovest e assai più in alto.
♦ La vecchissima frana nella porzione orientale (E). Col nuovo rilevamento si poté confermare l’esistenza e stabilire la natura degli strati anomali e molto disturbati che si erano visti nella parte alta del canalone orientale: era un lembo di “strati sottili Fonzaso-Socchèr”, scivolato qui sopra i “banchi di Socchèr” della massa della paleofrana durante o subito
