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dell’importanza della piovosità, pure affermata da Müller nel 1961 (vedi capitolo 16).
♦ Difficile capire. Certo, nonostante questi motivi di tranquillità, appare difficilmente comprensibile il motivo per cui a questo punto, anche con l’esperienza dei primi due invasi, durante i quali i movimenti erano rallentati soltanto dopo un notevole abbassamento del livello, e nonostante l’indicazione della relazione Ghetti sulle prove col modello idraulico, non si sia riabbassato subito il livello del lago, ma anzi da metà agosto si sia ripreso a innalzarlo ulteriormente fino a 710. Le velocità, rimaste quasi costanti in agosto, in settembre andarono aumentando, lentamente ma di continuo. Tuttavia le velocità raggiunte nella prima metà di settembre erano minori di quelle raggiunte nel secondo invaso, e ciò sembrava dimostrare la giustezza dell’ipotesi dell’assestamento progressivo. Il 18 settembre si decise di abbassare il livello, ma soltanto il 26 settembre si iniziò di fatto lo svaso; la velocità però, a differenza di quanto era avvenuto negli invasi precedenti, non diminuì, e anzi andò aumentando rapidamente. Ciononostante fino all’ultimo i tecnici non ritennero che la situazione potesse diventare grave: della relazione Ghetti era stata evidentemente recepita soprattutto l’affermazione che la massima ondata possibile non avrebbe superato i 30 metri, e quindi l’aver abbassato il livello, raggiungendo nell’ultimo giorno la quota 700 circa, garantiva che la tracimazione sarebbe stata minore di 10 metri (il massimo invaso era a q. 722,5, e il coronamento a q. 725,5). Con questa convinzione, il problema della frana venne di fatto accantonato, e l’attenzione e l’impegno si concentrarono sui problemi delle spalle della diga. Proprio nelle ultime settimane le loro deformazioni, conseguenza dell’aumento del livello da 700 a 710 m, avevano avuto un incremento non lineare; durante lo svaso, poi, tali deformazioni non si annullavano, mostrando quindi un andamento non elastico. Questi due fatti consigliarono la posa in opera di nuovi tiranti, specialmente alla base della spalla destra. Si intendeva così garantire la resistenza delle spalle anche alle più alte ondate previste.
♦ Che cosa si temeva negli ultimi giorni? Oltre alle preoccupazioni per le spalle della diga vi era certamente il timore per la zona in frana. Qui il dissesto si andava accentuando sempre di più, e quindi era stato deciso di
