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pag.86

L’incarico a Müller. Venne invece subito interpellato Müller, che fino a quel momento si era occupato principalmente della zona della diga,1 e in seguito era stato impegnatissimo nello scrivere il suo libro di meccanica delle rocce. Durante il suo sopralluogo (15 e 16 novembre 1960), al quale parteciparono gli ingegneri Biadene, Pancini, Linari e Ruol, nonché il sottoscritto, Müller esaminò accuratamente la situazione e, come risulta dal verbale, espose la sua diagnosi del fenomeno.

Abbassamento del livello. Su suo consiglio si decise di procedere subito allo svaso del serbatoio: svaso controllato e graduale, nel senso che si effettuava un abbassamento del livello di 5 metri in due giorni, seguito da un arresto di 4-5 giorni, e poi da un nuovo abbassamento, un altro arresto di uguale durata e così via, fino a raggiungere il livello di 600 m a fine dicembre (cfr. fig. 37). Questo provvedimento portò immediatamente ad una fortissima diminuzione dei movimenti e in fine all’arresto quasi totale (fig. 53).

Galleria di sorpasso. L’abbassamento fino a 600 m era indispensabile tra l’altro per permettere lo scavo della galleria di sorpasso, il cosiddetto by-pass ideato da mio padre (vedi fig. 30), necessario per impedire che, se la valle fosse stata divisa in due dalla frana, si producesse un innalzamento incontrollabile del livello del lago a monte, che sarebbe rimasto senza emissario, con conseguenti pericoli per gli abitati, e contemporaneamente per permettere all’acqua di venire utilizzata ugualmente. La galleria, con diametro di m 4,50, fu scavata tra il febbraio e il settembre del 1961, con imbocco presso i Mulini delle Spesse a q. 617,4 e sbocco a ridosso della diga a q. 600,7, e con due finestre “di servizio” a Ovest del Ponte di Casso (a q. 613,9) e al Colombèr (a q. 608).

Nuova indagine geosismica. Questa venne subito eseguita, ancora sotto la direzione di Caloi, lungo due tracciati nuovi, che arrivavano fino alla fessura perimetrale, e anche lungo parte del tracciato delle indagini dell’anno precedente (vedi fig. 30). Ne risultò, a differenza di quanto era stato trovato con le prime indagini, che la roccia aveva caratteristiche meccaniche pessime. Ciò venne ritenuto l’effetto dei movimenti intervenuti. Tuttavia il confronto tra la prima e la seconda indagine di Caloi, la massa




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  1. Come già detto nel capitolo 3, in realtà si era occupato della stabilità dei versanti, sia pure in modo non approfondito, anche in precedenti occasioni: prima in una pagina del 2° Rapporto, del 1957, e poi (vedi capitolo 5) nel sopralluogo del luglio 1959, che fu seguito dalla formulazione del programma di studi sulla stabilità dei versanti del bacino, poi iniziato da me, e infine da lui formalizzato nel rapporto del 10 ottobre 1959.