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pag.78

Precisazioni. La zona al margine orientale della paleofrana, totalmente boscosa, era rimasta fuori dalle mie indagini, ma studiando oggi le carte (Rossi e Semenza 1965) posso osservare che qui la massa della paleofrana, assieme ad un’altra più antica ad essa sovrapposta (vedi il 5° capoverso del capitolo 6), si estendeva per circa 200 metri a Est del margine orientale della frana del 1963 (EE). Quest’ultimo infatti corrisponde al piano di faglia (CTr) che parte dalla forcella di quota 1375


Figura 32 Il ramo occidentale del T. Massalezza (MW), che corrisponde a un tratto del margine Sud della paleofrana a quota 1000 circa (E. Semenza, 29 luglio 1960). A sinistra (Sud) si vedono gli strati calcarei (“Fonzaso con argille”) che pendono verso Nord sui 40°, mentre a destra, sull’altro versante dell’incisione, affiorano in basso miloniti e cataclasiti, e verso l’alto (non visibili nella foto) “strati sottili Fonzaso-Socchèr”, molto fratturati. Il notevole spessore delle miloniti e cataclasiti testimonia chiaramente l’importanza del piano di movimento della paleofrana, che è stato poi riutilizzato durante i movimenti dalla primavera del 1960 al 9 ottobre 1963.



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