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pag.35

della sua base di appoggio. E la sua dimostrazione è data dal fatto che il colle, che non si era mai mosso dall’inizio dell’invaso, non ha subito alterazioni rilevanti né quando è stato investito dall’ondata del 9 ottobre 1963, che ha distrutto parte delle case ivi esistenti (fig. 42), né durante il susseguente periodo di contatto con il lago residuo, che aveva quasi l’altezza del massimo invaso progettato.

Il Pian del Toc (PT) (figg. 15 e 17). Alla zona del Pian del Toc soltanto Müller1 accennava nel suo secondo rapporto, del 16 agosto 1957, parlando di “alcune unità rocciose molto grandi”, di cui una “di circa 1 milione di m³ o più”, con fenomeni di instabilità, evidenziati da fessure verticali.


Figura 9 Al Colombèr, con la chiesetta di S. Antonio sullo sfondo (23 luglio 1953). Da sinistra: il conte Vittorio Cini, presidente della SADE, l’ingegnere Carlo Semenza, che illustra il progetto della diga, l’ingegnere Mario Mainardis, entrambi direttori centrali, l’ingegnere Antonio Rossi, vice-presidente.




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  1. (13) Leopold Müller (1908-1988), di Salisburgo.