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E così si spiega come mai anche il Colle Isolato fosse poco disturbato, a prescindere dal piegamento nella sua fascia più settentrionale e dalle numerose fratture verticali. Fratture verticali. Erano numerose anche nella fascia frontale della massa rimasta a sinistra; la stessa parete frontale doveva corrispondere in passato ad una di queste fratture. La regolarità della parete era d’altronde favorita dalla mancanza di ruscellamento e quindi di erosione
Figura 27 Le pareti sul fianco sinistro della valle del Piave, viste da Longarone (E. Semenza, luglio 1959). Da sinistra a destra: la parte a Nord della valle del Vaiont, che culmina qui col M. Pul presso Casso, poi la gola del Vaiont, e infine la parte a Sud della Valle del Vaiont, che culmina sulla destra col M. Toc (T). Nella parte inferiore del versante della valle del Piave affiorano (poco visibili nella fotografia, perché abbondantemente coperte dal bosco) le stesse formazioni cretaciche che affiorano anche nella valle del Vaiont a monte della diga: qui nella Valle del Piave esse sono però ribassate fortemente per una faglia di direzione Nord-Sud, (CTo, evidenziata dalla linea bianca tratteggiata), il cui piano si immerge verticalmente alla base delle pareti soprastanti (vedi fig. 28, profilo ‘b’). L’osservazione di queste pareti è molto importante, e la loro illustrazione risulta più comprensibile se si tiene presente il profilo ‘a’ della fig. 28. Tra queste pareti, quelle situate più in alto sono molto regolari, hanno un’altezza di
