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un pesante viaggio in Perù, con escursioni in alta quota, che forse sono state all’origine del malore del 29 ottobre. Il giorno prima avevo incontrato lui e mia madre a Mantova, in visita al Palazzo Ducale e alla mostra del Mantegna, dove ero andato da Ferrara con mia moglie e i tre figli (gli altri sono nati dopo): fummo insieme a pranzo, e nulla faceva presagire quello che sarebbe successo la mattina seguente. Pochi giorni prima (il 17 ottobre) l’avevo visto al Vaiont per l’inaugurazione della diga, che il 3 novembre 1962, un anno dopo la sua morte, gli è stata dedicata.
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Palmieri (1997), pag. 123; cfr. le pagg. 122-125 per tutto questo argomento.
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Invece Paolini (e a seguito di lui la sceneggiatura del film di Martinelli) alle pagine 91-92 e 96-97 afferma che la quota 715, richiesta e autorizzata, era sufficiente per il collaudo. Si tratta di un falso clamoroso!
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Cfr. Mandarino (1967), paragrafo LXIV; Fabbri (1968), pagg. 416-420.
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Corte d’Appello, pag. 205; Tribunale dell’Aquila, pagg. 326-327.
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Cfr. Palmieri (1997), figg. 26, 27 e 28.
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Cfr. Gridel, in Calvino et al., pag. IV,6.
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Ipotesi riportata alla pagina 93 della Relazione Finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul disastro del Vaiont e nella sentenza del Tribunale dell’Aquila, che alle pagine 301 e seguenti fa una lunga discussione, arrivando addirittura a giustificare il superamento dei 700 m.
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Palmieri (1997), pag. 145.
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La carica di presidente di quel comitato aveva una durata annuale.
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In some very deep valleys located between high mountains, the rocks underlying the slopes of the valley have been displaced and damaged by movements along deep-seated surfaces of sliding. Hence no dam should be built in any deep valley unless a geological survey supplemented by borings has demonstrated conclusively that such movements have not taken place. Mia traduzione: “In alcune valli molto profonde, situate tra alte montagne, le rocce che si trovano al di sotto della superficie dei versanti vallivi sono state dislocate e danneggiate da movimenti avvenuti lungo superfici di scivolamento profonde. Perciò non si dovrebbero costruire dighe in nessuna valle profonda se non si è dimostrato, mediante un rilevamento geologico corredato da sondaggi, che non vi sono avvenuti movimenti di questo genere.” (Terzaghi, 1962).
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È probabile che ciò sia avvenuto anche per gli altri fabbricati esistenti sulla massa franata, prima di venir colpiti e cancellati dall’onda di ritorno. Risulta anche che alla Casera Nelve due anziani coniugi siano periti perché gli incaricati dello sgombero non li avevano trovati.
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L’apporto del prof. Rossi fu naturalmente molto determinante, grazie alla sua notevole preparazione in tutti i campi della geologia.
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Ossia i ripiegamenti cospicui degli strati dell’ammasso roccioso.
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vedi E. Semenza (1965).
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Un grosso problema ci si presentò a proposito del fatto che il Colle Isolato e la massa principale della frana erano separati da una forte incisione, che terminava verso Ovest all’apice
