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Zoldo aveva fatto precipitare la montagna cosa sarebbe accaduto del loro paese che poggiava tutto su terra argillosa? Queste cose i contadini le sapevano da sempre, ma vollero interrogare i famosi geologi. E il parere dei tecnici e degli scienziati confermò le loro paure: era pura follia costruire un bacino sul luogo. Le perizie geologiche diedero esca a nuove polemiche… Si arrivò a costituire un ‘Consorzio per la difesa della valle ertana’…”.
Ma la Merlin aveva già scritto su «l’Unità» dell’11 ottobre: “L’intuito e l’esperienza di quei montanari, confortati peraltro da pareri di grandi geologi, indicava la valle del Vaiont non adatta a reggere la pressione di 160 milioni di metri cubi d’acqua”… il “professor Gortani, contrario in pieno alla perizia del geologo della SADE, Dal Piaz, …riteneva infatti pazzesco costruire il bacino su un terreno tanto inadatto come quello di Erto”.
Analogo discorso compare nell’articolo di Piero Campisi su «l’Unità» del 12 ottobre 1963. “Il monte Toc… era considerato dai valligiani un autentico pericolo pubblico.” Ma non solo loro: “Geologi e tecnici, quando la SADE ha reso noti i suoi progetti, hanno gridato che era pura follia”.
L’argomento ricompare il 19 ottobre 1963 in un articolo di Franco Busetto e Spartaco Marangoni su Rinascita (settimanale diretto da Palmiro Togliatti): “Che la zona… fosse geologicamente infida e insicura … lo sapeva anche il geologo professor Gortani, friulano, già senatore della DC, che, sempre, si schierò contro la costruzione del lago artificiale in aperto contraddittorio con il prof. Dal Piaz”.
Ma su «il Resto del Carlino» dello stesso 19 ottobre è comparso un trafiletto intitolato: “Una precisazione del prof. Michele Gortani” e sottotitolato: “Il docente non ha mai compilato relazioni contrarie alla costruzione dell’impianto”. Nel testo si riporta una lettera di Gortani, che dice: “Di fronte alle asserzioni di organi di stampa circa una mia presunta relazione contraria all’esecuzione dell’impianto idroelettrico del Vajont, debbo dichiarare categoricamente che non ho mai avuto occasione di effettuare uno studio geologico su tale bacino e che mai sono stato interpellato da parte di enti pubblici, sulla possibilità di pericoli inerenti alla realizzazione dell’impianto”. E dopo un elogio incondizionato a Giorgio Dal Piaz e a Carlo Semenza, Gortani conclude: “Pertanto le asserzioni pubblicate di
