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comunque risanabili, mentre al ponte di Casso le imposte dell’eventuale diga erano abbastanza buone soltanto sui fianchi, ma non c’erano garanzie per il fondo, né per la parte alta dei versanti.
♦ La diga a doppio arco più alta del mondo. A pagina 48 poi l’autore afferma addirittura che mio padre scelse la sezione al Colombèr “perché permetteva di costruire la diga a doppio arco più alta del mondo”, come fosse un vanesio alla ricerca di gloria. Da come tutti l’hanno conosciuto, questo giudizio viene rigettato totalmente. È chiaro che l’impresa lo stimolava, ma dire che “trascurò le possibili insidie nella struttura geologica delle sponde”, e che “non si preoccupò della protezione della popolazione a valle” è un’affermazione gravemente avventata, che contrasta con la sua mentalità e con tutta la sua azione, ben documentata. La scelta definitiva della sezione del Colombèr fu comunque fatta verso il 1945, quindi una decina di anni prima che si decidesse di elevare il massimo invaso da q. 667 a 722,5.
C3. Rapporti tra la SADE e i consulenti
Val la pena di commentare ulteriormente le affermazioni fatte dall’autore a pagina 48, con alcune riflessioni sulle consulenze nel campo delle Scienze della Terra.
♦ L’importanza degli studi geologici, geomeccanici e geofisici. Tra tutti i costruttori di dighe, Carlo Semenza era tra i primi e forse il primo tra quelli che asserivano l’importanza degli studi geologici, e anche in questo caso fu in stretto rapporto con geologi e geomeccanici di prim’ordine. E la sua vasta esperienza gli dava la sicurezza, comune d’altronde a molti ingegneri, che ogni evenienza sfavorevole incontrata nel corso del lavoro avrebbe potuto essere fronteggiata. I crolli di dighe, avvenuti in quegli anni, sono esempi classici dell’inosservanza di norme costruttive che lui invece aveva sempre seguito, memore delle conseguenze negative che proprio la loro violazione aveva avuto nel disastro della diga del Gleno, avvenuto il 1° dicembre 1923 nelle Prealpi Lombarde. E il fatto che a tutti gli esperti interpellati non fu nascosto nulla, e, anzi, furono sollecitati a dire se fosse
