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pag.183

questa regola, come uno dei possibili rimedi all’esistenza della frana in movimento, che secondo lui non sarebbe comunque “tornata tanto presto all’arresto assoluto”. Di fatto, la frana si arrestò sia dopo il primo, sia dopo il secondo invaso.

“Solletico alla sponda” con “repentini svuotamenti”? Più avanti (pag. 82), Paolini torna sullo stesso concetto, “salita lenta… e repentini svuotamenti… come se volessero fare il solletico alla sponda”, riferendosi però al secondo invaso. In nessun documento v’è traccia di questa procedura, mentre ci sono documenti in cui è descritto con grande dettaglio il programma della discesa lentissima del livello: si veda anche la figura 53, in cui si può notare che modeste oscillazioni (ma non repentini svuotamenti) ci furono solo durante la costruzione della galleria di sorpasso, sempre al di sotto dei 600 m, cioè a quota inferiore a quella del piano di scorrimento nella parte occidentale (vedi fig. 45; cfr. Müller 1964, pag. 168). A pagina 83 poi immagina l’attività dei tecnici come uno scomposto e folle affannarsi guidato dall’istinto del momento, mentre in realtà si mettevano in atto quei ritmi molto prudenziali proposti da Müller. Per concludere questo argomento, bisogna dire che il sistema adottato, di variazioni lente, funzionò fino alla primavera del 1963.

Gli amministratori della SADE non condividevano “l’entusiasmo”, perché così il lago sarebbe restato piccolo e inutilizzato (pagg. 73-74). Si deve dire che la divisione del lago in due non era lo scopo dei provvedimenti, ma un’eventualità temuta, e che ad essa era associata l’idea della costruzione del by-pass. Comunque, come risulta da varie testimonianze, essi avevano piena fiducia in mio padre e nel suo successore, e quindi non interferivano minimamente nelle loro decisioni.

“Una stupida galleria”? A pagina 82 scrive che prima di risalire col livello nell’autunno 1961, l’unico provvedimento è stato di “scavare una stupida galleria”. Evidentemente giudica stupido l’aver pensato di non rendere inservibile l’impianto, e ciò, visto in una certa ottica oggi di moda, si può anche capire. Ma il destino della valle a monte della frana (il cui movimento era allora giudicato possibile anche senza invaso) quale sarebbe stato senza la galleria? Il livello del lago sarebbe salito in modo incontrollabile, e Erto (come S. Martino e le altre frazioni) sarebbe stato sommerso: lo spartiacque tra la valle a Ovest della frana e la conca di Erto è



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