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erosione superficiale su tutta la massa, molto permeabile per
la sua intensa fratturazione (fig. 17).
Fenomeni iniziali di ribaltamento. Quanto alle grandi
fratture verticali nella parte frontale, si deve
osservare che esse favorivano spesso fenomeni iniziali
di ribaltamento, molto comuni in situazioni simili, che
generalmente possono evolversi in un crollo. Si noti
che, come ha affermato Müller (1961 e 1964), il
fenomeno di ribaltamento si è venuto
300-400 metri e sono formate dal Calcare del Vaiont. Sulla destra, al di sotto di quelle pareti ve ne sono altre meno regolari, che corrispondono ai livelli più compatti delle formazioni del Giurassico inferiore (che stanno al di sotto del Calcare del Vaiont). Le pareti superiori mostrano chiaramente la struttura geologica, che continua verso l’interno della valle del Vaiont e si trova quindi alla base delle altre formazioni (di Fonzaso e di Socchèr) che esistono nella zona della frana del M. Toc. Nella metà sinistra della foto (sui due fianchi della gola) gli strati mostrano un andamento suborizzontale (ma in realtà pendono verso Est sui 20°; cfr. fig. 28, profilo ‘b‘), mentre nella metà destra diventano inclinati sui 40° e più in alto sui 25°, con immersione verso NNE (cfr. fig. 28, profilo ‘a‘). Queste variazioni di pendenza spiegano i ripetuti e complessi movimenti di scivolamento nel versante del Toc, descritti nel testo e nella fig. 29.
