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pag.62

novantenne; ma ora ritengo, avendo esaminato tanti documenti, che probabilmente fosse molto incerto. Anch’io rispettavo il professore, ma non certo fino al punto di negare la validità delle mie ricerche e deduzioni.

Precisazioni. Devo precisare, a questo punto, che Giorgio Dal Piaz non è stato l’unico a negare l’esistenza della paleofrana; riflettendo, ora mi sono convinto che, a parziale giustificazione di questo mancato riconoscimento, occorre fare alcune puntualizzazioni.

La struttura del substrato. Anzitutto va detto che è necessario avere ben chiara la struttura del substrato, cioè del Calcare del Vaiont, situato non molti metri al di sotto del piano di scivolamento della paleofrana:


Figura 26 Schizzo disegnato da E. Semenza il 26 agosto 1959 sul taccuino di campagna, che esprime la convinzione dell’autore, formatasi quel giorno, circa la successione degli eventi: dalla situazione pre-paleofrana (I), alla discesa di questa (II), e allo scavo della nuova incisione più a Sud, disegnata sulla destra (III). Lo schizzo è in vari punti impreciso: in particolare la nuova incisione appare qui piuttosto larga, anziché strettissima (cfr. figg. 22 e 24), e inoltre si vede la vecchia valle (a sinistra) riempita da materiale franato, anziché da ghiaie e sabbie deposte in precedenza dal torrente, messe in evidenza specialmente un anno e mezzo dopo (vedi fig. 25). Questi e altri particolari sono corretti nel profilo 6 della figura 29.



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