Keyboard shortcuts

Press or to navigate between chapters

Press S or / to search in the book

Press ? to show this help

Press Esc to hide this help

pag.29

del Massiccio del Borgà, a proposito del quale c’era contrasto tra l’interpretazione di Boyer (1913) e quella di Ferasin, scoprendo che l’enorme “lembo di ricoprimento” (Klippe), individuato da quest’ultimo, era troncato a NE da un piano di faglia verticale, scoperto da Boyer, ma con rigetto verticale1 “a forbice”, cioè variabile, da 1000 metri circa, a NW, a zero, a SE.2

L’eccezionale singolarità della Valle del Vaiont. La riduzione di spessore del Giurassico superiore e del Cretacico inferiore e medio a Nord e a Est di Erto, e l’esistenza del lembo di ricoprimento del Borgà, danno l’idea della eccezionale singolarità della Valle del Vaiont, e sono almeno in parte all’origine dell’incomprensione, da parte di molti, della vera natura della zona Pian del Toc - Pian della Pozza, e della rimanente porzione dell’antica frana, che si è rimossa negli anni 1960-1963. E credo di poter affermare che in generale, e a prescindere dal Vaiont, è soltanto con un rilevamento geologico adeguatamente dettagliato che è possibile riconoscere i fenomeni avvenuti nel passato, o almeno fare ipotesi probabili sulla loro modalità e sulla loro età.3

Basti accennare a tutto ciò che è stato pensato, e anche scritto, dopo il disastro del ’63, da parte di persone anche di alta qualificazione professionale o accademica, sulla natura della valle e su eventuali ulteriori pericoli, e pensare alle conseguenze derivate da un’interpretazione della geologia, errata per la necessità di far presto e per non aver interpellato chi, come me, la conosceva certamente più di loro. Conseguenze gravissime in termini di spesa, per indagini e provvedimenti inutili, e in termini di disagi e sofferenze per le popolazioni, evacuate a forza e tenute lontane per anni dai loro paesi. Ma di questo parlerò più diffusamente al capitolo 15.




image


  1. (8) Il rigetto di una faglia (verticale, orizzontale o obliquo) è la distanza tra due punti che prima del movimento erano adiacenti.

  2. (9) Georges Boyer aveva studiato il massiccio del Borgà come estrema parte orientale dell’area del suo pregevolissimo studio, area che parte a Ovest dal Gruppo del Talvena, interpretando il Borgà in un modo incompleto, ma indicando giustamente al suo margine NE l’esistenza della grande faglia del Valon di Copada, con rigetto di circa 1000 m, evidentissima a chi guarda il massiccio da NW. Il suo studio, pubblicato nel 1913, sarebbe probabilmente proseguito nella parte a oriente; ma fu invece interrotto dalla guerra, che lo vide combattente e ferito sul campo di battaglia in Alsazia, e poi ricognitore sugli aerei, fino a che morì in un incidente aereo nella primavera del 1916. Il carteggio intensissimo che durante i suoi studi nella zona intrattenne con Giorgio Dal Piaz (suo amico e maestro) ne mette in luce l’impegno scientifico e l’entusiasmo, doti che certamente l’avrebbero portato a risolvere questo difficile problema. Ferasin invece, guardando da Est, non aveva potuto vedere quella faglia, in quanto da Ovest verso Est essa va gradualmente riducendo il suo rigetto, fino ad annullarlo poco a Est della Forcella Copada, mentre aveva esattamente riconosciuto l’esistenza del ricoprimento del Borgà sulla serie della bassa Val Zemola, tra la Forcella Copada e la Valle del Vaiont a Ovest di Erto. Sia Boyer che Ferasin, accomunati dalla tragicità del loro destino, avrebbero potuto da soli risolvere il problema se ne avessero avuto il tempo. Toccò invece a me, e vi riuscii avvantaggiandomi degli studi di entrambi. Mi bastarono infatti due escursioni: una da Erto alla Forcella e poi giù fino a Davestra, per riconoscere la giustezza dell’idea di Ferasin circa l’esistenza del lembo di ricoprimento, e un’altra nell’alta Val Zemola, per trovare la “radice” del ricoprimento e avere quindi la chiave per capire la storia strutturale dell’area nordoccidentale del Vaiont. Quest’ultima è difficile da spiegare in poche righe. Va premesso che un lembo di ricoprimento è una parte di una falda di scorrimento (cioè di una massa che si è sovrapposta scorrendo sopra ad un’altra a causa di sforzi tettonici), che è stata separata dalla parte principale della falda per erosione o altro fenomeno. Ritengo che questa parte principale sia individuabile in un sovrascorrimento ben visibile nell’alta Val Zemola e che il lembo stesso sia rimasto distaccato da essa per erosione, o scivolando fino al fondo della sinclinale di Erto prima delle ultime fasi tettoniche che hanno corrugato l’insieme del M. Buscada e del M. Citta (E. Semenza, 1960; Riva M. et al., 1990).

  3. (10) Per dare un’idea della difficoltà della zona, devo accennare che esisteva un’ipotesi secondo cui tutti i massicci montuosi, mesozoici, di una vasta zona attorno al Vaiont fossero sovrapposti alle formazioni più recenti, cenozoiche, affioranti nella conca di Erto, presso Cimolais e nell’Alpago, che sono effettivamente analoghe tra loro. Questa ipotesi, derivata dalla chiara sovrapposizione visibile a NW di Erto, del Calcare del Vaiont (del lembo di ricoprimento del Borgà) sulla Scaglia e di questa sul Flysch, non regge però se si considerano tutti gli altri contatti tra le formazioni cenozoiche e mesozoiche nell’intera area in questione, ed è chiaramente in contrasto con lo studio di Ferasin del 1956. Tuttavia Weiss (1964) riporta ancora quell’idea, e afferma addirittura (a pag. 20) che essa è stata confermata dalla Großmechanik dell’anno 1963 (cioè il franamento del M. Toc).