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storia del Vaiont. Sono convinto che soltanto così la lezione del Vaiont, con tutto il suo peso di dolore, possa risultare utile in futuro per una più approfondita comprensione dei fenomeni e per una più corretta pratica operativa.
Vorrei sottolineare l’importanza speciale di due insegnamenti che la vicenda ci offre. Uno viene dal constatare che la tragedia si è consumata anche a causa di una scarsa o assente comunicazione tra le persone coinvolte. L’altro viene dal fatto che uno dei maggiori passi in avanti nello studio della vicenda è stato compiuto da due geologi americani, i quali hanno seguito una nuova disposizione, imposta nei loro paesi dopo il disastro del Vaiont, che per i serbatoi progettati richiede di esaminare accuratamente i versanti dal punto di vista della stabilità: se questa non è garantita, occorre spiegare quale ne è l’impatto sul progetto e perché quei versanti sono diversi da quelli del Vaiont. La conoscenza della frana del Vaiont ha poi permesso a loro di trovare i rimedi per prevenire un pericolo analogo, consentendo di costruire ugualmente una diga. Lo studio è stato quindi provocato dalla necessità di fare chiarezza su vari aspetti della frana del Vaiont, per i quali, a loro parere, tale chiarezza non vi era ancora.
Questi insegnamenti rafforzano la mia convinzione che l’avanzamento della scienza e della tecnica, prodotto dallo studio di questo grandioso e terribile fenomeno, può consentire a tutti di guardare con maggiore fiducia alle grandi imprese dell’uomo; il quale è fatto per dominare la natura, ma può riuscirvi, come diceva il grande filosofo Bacone, soltanto se mette a frutto il proprio ingegno per conoscerla e obbedire alle sue leggi.
E a questo proposito, mi è caro ricordare qui un passo del grande poema di Dante che mio padre, tra il serio e il faceto, ripeteva spesso come ammonimento a se stesso, ovviamente, ma anche a tutti: “Considerate la vostra semenza:/fatti non foste a viver come bruti,/ma per seguir virtute e conoscenza!”. Parole messe in bocca a Ulisse, considerato da Dante il prototipo dell’uomo che riconosce la dignità della propria natura, creata per praticare coraggiosamente la
