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pag.12

virtù e per crescere nella conoscenza senza adagiarsi nell’abitudine. È chiaro che, nel caso di chi costruisce, questo atteggiamento mentale deve essere accompagnato da grande capacità e dall’instancabile sforzo nel ricercare le effettive possibilità di far fronte a tutte le situazioni di rischio. Leggendo i libri e i documenti che hanno parlato da vari punti di vista della tragica vicenda del Vaiont, e parlando con persone che a vario titolo se ne sono occupate seriamente, mi è stato di grande conforto scoprire che queste qualità sono state riconosciute in mio padre da quasi tutti, e in particolare da tutti quelli che l’hanno conosciuto personalmente: sono a loro molto grato.

Scrivere questo libro non è stato facile, anche perché ho voluto unire caratteristiche difficilmente conciliabili: un racconto scorrevole e interessante, un linguaggio comprensibile a tutti e un’esposizione rigorosa e il più possibile esauriente, che dia ragione di quanto afferma; ricordi personali, studi geologici, aspetti ingegneristici, storici, giuridici, umani. Questa fatica mi è servita a comprendere meglio molte cose, anche sotto l’aspetto geologico, come risulta da diverse figure che compaiono qui per la prima volta. Posso sperare che anche per il lettore avvenga qualcosa di simile? Leggere è faticoso al giorno d’oggi, perché siamo più abituati a guardare immagini, e ad assorbire ogni cosa purché sia spettacolo: ma sono convinto e spero vivamente che questo mio contributo alla verità, anche senza l’aiuto di televisioni o case cinematografiche, un po’ alla volta riesca a farsi strada.

Devo qui ricordare che numerose persone mi hanno fornito preziose informazioni sul periodo in cui la storia si è svolta, o su aspetti a me poco familiari: tra questi voglio citare l’ingegner Italo Vielmo, già direttore centrale della società Consonda. Mi sono consultato con la dott.ssa Monica Ghirotti, mia allieva e autrice di varie pubblicazioni sull’argomento. Ho inoltre letto numerosi libri e documenti, procuratimi grazie anche alla gentilezza di molti. In tutto questo lavoro, piuttosto faticoso, mi ha aiutato specialmente mio figlio Paolo; mi hanno aiutato anche altri due miei figli, Pietro, geologo, che ha collaborato anche per la preparazione di alcune figure



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