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mi è ancora impresso nella memoria; ma anche ai superstiti e a quanti hanno sentito e sentono l’ingiustizia della sorte loro e dei luoghi colpiti: tutti aspettano che la verità “vera” sia stabilita e meritano che chi sa lo faccia mettendo da parte ogni condizionamento. E a questa impresa certamente non facile ritengo di essere in grado di portare un contributo.
Ho cominciato dapprima a buttar giù pagine, e a mano a mano, per più di due anni ormai, la materia è andata aumentando, sia consultando documenti che avevo dimenticato o non avevo mai avuto tra le mani, o di cui addirittura ignoravo l’esistenza, sia con l’apporto di testimonianze preziose anche da parte di persone che prima non avevo consultato o non conoscevo neppure. E mi sono reso conto che non ero il solo a pensare che tutta questa vicenda fosse in diversi aspetti ancora da chiarire; leggendo libri e documenti, anche con l’aiuto dei miei famigliari e di amici, mi è parso anzi di capire che è in atto un’opera più o meno voluta di travisamento della realtà. Quest’opera è cominciata già nella notte del disastro ed è continuata con gli articoli apparsi nei giorni e mesi successivi su giornali e riviste di una certa parte politica, e con la Commissione parlamentare d’inchiesta, nella quale una minoranza spingeva in un certo senso e, non riconoscendosi nel testo della maggioranza, stilò una sua relazione in cui, stravolgendo spesso la storia e citando in modo incompleto o distorto i documenti, elaborò una sorta di teorema piuttosto fantasioso e di conseguenza ingiusto verso i protagonisti della vicenda. Sulla stessa linea sono una serie di libri pubblicati già nei primi anni del dopo frana. Ma la cosa più preoccupante è che nella stessa linea, benché con ben altro tono, sono anche alcuni commenti e considerazioni che nelle sentenze dei magistrati di Belluno accompagnano l’esposizione dei fatti accertati con la loro scrupolosa indagine, e in misura molto minore nelle sentenze dei tribunali dell’Aquila e della Cassazione. Commenti e considerazioni che sembrano tutti mirati a dimostrare comportamenti scorretti, ritenuti frutto dell’intenzione di nascondere la verità da parte dei tecnici, dei consulenti e degli organismi pubblici, e ciò a mio parere sulla base
