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la generazione di calore per frizione, fino a far aumentare la pressione nei pori lungo il piano di rottura, con conseguente diminuzione delle tensioni efficaci; questo meccanismo può effettivamente aver avuto un ruolo importante, ma soltanto dopo un certo tempo dall’inizio del movimento;
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la sismicità della zona;
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la creazione del bacino e le sue variazioni di livello;
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la presenza di una falda in pressione al di sotto del piano di rottura;
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la piovosità.
Correlazioni fra i dati dei vari diagrammi, tentate senza successo.
16 Ottobre 1965 - Muore Francesco Penta, che al tempo del disastro era già molto malato.
22 Novembre 1967 - Requisitoria del Pubblico Ministero di Belluno Arcangelo Mandarino.
20 Febbraio 1968 - Sentenza del Giudice Istruttore di Belluno Mario Fabbri.
17 Dicembre 1969 - Sentenza del Tribunale dell’Aquila.
3 Ottobre 1970 - Sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila.
25 Marzo 1971 - Sentenza della Corte di Cassazione (penale).
Anni Settanta - Problema della grande frana di Downie, su un versante del progettato serbatoio di Revelstoke (Canada). Per evitare un disastro come quello del Vaiont, il governo americano decide di finanziare un progetto, per uno studio di Hendron e Patton, che ne chiarisca tutti gli aspetti, al fine di confrontarli con quelli della frana di Downie e di studiare eventuali rimedi.
1985 - Pubblicazione dello studio di Hendron e Patton,
importantissimo passo avanti nella soluzione del
problema della frana del Vaiont e di quello della frana
di Downie. Risultati principali:
Per la frana del Vaiont: 1) la conferma
dell’esistenza della paleofrana; 2) la scoperta,
nella formazione di Fonzaso, in tutta la zona
occidentale della valle, di vari livelli di argilla
montmorillonitica; 3) la conseguente probabile
esistenza, nel versante, di due acquiferi separati da
