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pag.232

quella che comprende il Pian del Toc e il Pian della Pozza; 2) questa zona, e l’altra adiacente a Est del T. Massalezza, corrispondono ad una enorme paleofrana, scivolata dal fianco sinistro; 3) la massa della paleofrana è fortemente fratturata e presenta pieghe a asse di direzione all’incirca EW; 4) la parete settentrionale della massa presenta invece un aspetto tranquillo, con strati non ripiegati, inclinati verso Est, e apparentemente non fratturati; tutto ciò impedirà per un certo tempo il riconoscimento unanime della paleofrana; 5) il fianco sinistro della valle presenta una struttura “a sedile”, che corrisponde al fianco meridionale della sinclinale di Erto, e ad una parte della sua zona di cerniera, qui praticamente piatta e inclinata debolmente verso Est; 6) si suppone che il franamento sia avvenuto su una superficie più o meno cilindrica, che collega la fascia milonitica di q. 600 alla depressione del Pian della Pozza (q. 850); 7) la successiva incisione della gola del Vaiont ha lasciato sul fianco destro una parte della paleofrana, il “Colle Isolato”; 8) ipotesi che la massa possa muoversi nuovamente durante l’invaso.

1° Ottobre 1959 - Salisburgo. Incontro di C. ed E. Semenza con Müller, che viene così informato della scoperta suddetta.

10 Ottobre 1959 - 6° Rapporto Müller, che formalizza il programma di studi già presentato informalmente a fine luglio.

Novembre 1959 - Indagine geosismica del prof. P. Caloi attraverso la supposta paleofrana. Il risultato è che si tratta di una massa di elevata solidità: poiché ciò contrasta con quanto si osserva chiaramente in superficie, E. Semenza ritiene che vi sia stato un errore di esecuzione, o di interpretazione dei dati ottenuti (vedi dicembre 1960).

Febbraio 1960 - Inizio dell’invaso sperimentale.

Marzo 1960 - Invaso a q. 590 m; nella parete settentrionale si manifestano due movimenti franosi: una piccola frana di crollo alla sua estremità orientale e, vicino alla sua estremità occidentale, la rimobilizzazione del Castelletto, piccola frana di scivolamento rotazionale già mossa in precedenza (vedi fig. 29, profilo 3). È probabile che siano dovuti entrambi all’inizio della rimobilizzazione dell’intera paleofrana.



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